Abruzzo, cresce il commercio ambulante

30 Agosto 2018

Unioncamere: in regione attive 4.500 imprese, e aumentano quelle condotte da stranieri

PESCARA . Erano 4.562 le imprese ambulanti registrate in Abruzzo al 30 giugno di quest’anno, pari al 22,1% delle attività totali operanti nella regione. Una percentuale perfettamente in linea con la media nazionale e analoga a quella che si registra in Piemonte. Il primato, tuttavia, spetta alla Calabria, dove le imprese ambulanti rappresentano il 27.7% del totale.
A livello nazionale, invece, sono 188.998 gli ambulanti che lavorano prevalentemente nei mercatini.
Lo rende noto uno studio di Unioncamere, che ha fotografato la realtà del commercio ambulante nel Bel Paese, dal quale emerge che un’impresa su cinque non ha una sede fissa. Questa tipologia di impresa, nelle sue diverse forme, rappresenta una parte rilevante del panorama dell’offerta distributiva del Paese. Il 95 % degli operatori ha scelto la forma di impresa individuale), pari al 22% di tutte le aziende di commercio al dettaglio della Penisola. Sempre in Italia sono 79.162 gli imprenditori che esercitano la propria attività solo nella provincia di residenza. In forte crescita anche gli stranieri che si dedicano al commercio ambulante. L’analisi territoriale, però, svela un’Italia dai profili molto variegati, con province nelle quali la quota di ambulanti italiani è assolutamente schiacciante rispetto a quella dei colleghi stranieri. A livello nazionale, ma dal punto di vista percentuale la realtà abruzzese è perfettamente sovrapponibile a quella italiana, la maggior parte degli ambulanti stranieri proviene dal Senegal (76,2%), Marocco (56,9%), Bangladesh (46,8%), Algeria (43%), Pakistan (40,9%). Solo l’8,1% degli imprenditori stranieri ambulanti proviene dalla Cina, Paese che tradizionalmente preferisce il commercio in sede fissa.. L’articolazione per settore vede un peso significativo di quello non alimentare ed in particolare il comparto abbigliamento che, nelle sue diverse suddivisioni, rappresenta il 38,4% delle imprese del commercio ambulante. Al secondo posto, staccata di alcuni decimi di punto, viene la categoria “altri prodotti” (tra cui fiori, cosmetici, detersivi, chincaglieria) con quasi il 38% delle attività, e solo al terzo posto il settore alimentare, il cui contributo si ferma al 18,4% di tutti gli esercizi ambulanti (con prevalenza della componente legata ai prodotti ortofrutticoli).