Abruzzo, crollo dei casi Albani: «A zero a luglio»

L’analisi dell’esperto: «Situazione favorevole, ma non va abbassata la guardia» Cure trascurate durante il lockdown, ora c’è affollamento nei reparti non Covid
«La situazione è assolutamente favorevole e, se prosegue questo trend, l’Abruzzo raggiungerà l’azzeramento dei contagi nel corso dell’estate, probabilmente a luglio. È comunque indispensabile continuare a rispettare le regole di comportamento». Così il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, a capo della task force sul Covid-19, analizza l’attuale situazione. I dati migliorano sempre di più: pochi i nuovi casi e le terapie intensive registrano il dato più basso dalla prima metà di settembre 2020 ad oggi. Ci sono, però, altri tre decessi.
NUOVI CASI
I nuovi casi accertati con gli ultimi test sono 27. Sono emersi dall’analisi di 3.035 tamponi molecolari: è risultato positivo lo 0,89% dei campioni. Dei nuovi positivi, il più giovane è una bambina di dieci anni della provincia di Teramo e il più anziano è un uomo di 64 anni della provincia dell’Aquila. La località con più contagi è Teramo (5). A livello territoriale, l’incremento più consistente si registra nel Teramano (+16), seguito dall’Aquilano (+6), dal Chietino (+4) e dal Pescarese (+1). I tre decessi riguardano una 66enne di Atessa, un 71enne di Ortona e una 89enne di Pescara. Il bilancio delle vittime sale così a 2.506.
RICOVERI
Gli attualmente positivi nelle ultime ore sono 18 in meno. Il totale scende a 1.359. In calo anche il numero dei pazienti ospedalizzati, che passano dai 69 di martedì ai 64 di ieri. In particolare, scendono di quattro unità i ricoveri in area medica, che sono in tutto 61, e di un’unità quelli in terapia intensiva, che arrivano così a tre. È dalla prima metà del settembre scorso che in rianimazione non c’erano così poche persone. Il tasso di occupazione dei posti letto è al 2% per le terapie intensive e al 4% per l’area non critica. Entrambi i valori sono lontanissimi dalle soglie di allarme da zona gialla, rispettivamente del 20 e del 30 per cento.
LA SITUAZIONE
L’Abruzzo, d’altronde, presenta numeri sempre migliori. A partire dall’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, che scende ancora ed arriva a quota 13 (il dato, per la zona bianca, deve essere inferiore a 50). A livello territoriale la situazione migliore torna ad essere quella della provincia di Pescara, che ha un’incidenza pari a 10. Ancora più basso, nonostante la densità di popolazione, il dato di Pescara città: con un valore pari a 3 è tra i migliori grandi centri urbani d’Italia. Seguono il Chietino, che ha un’incidenza pari a 12, e il Teramano (13). In coda c’è l’Aquilano, che comunque scende rapidamente e passa da 35 a 23. Basso il dato della città dell’Aquila, pari a 7.
AZZERAMENTO
Ora che i numeri si sono abbassati in modo significativo, l’obiettivo è l’azzeramento dei contagi. Un risultato che l’anno scorso fu raggiunto il 29 maggio. Nel 2020, però, sia pure senza i vaccini, i numeri complessivi erano sempre stati molto più bassi di quelli attuali. «Se continuerà questo trend», osserva Albani, «probabilmente a luglio raggiungeremo l’azzeramento e andremo avanti per tutta l’estate con pochi casi al giorno». L’esperto, visti i rischi derivanti dalle varianti del virus, rilancia l’appello alla prudenza e al rispetto delle regole. Il tutto sperando che «il caos vaccini non rallenti la campagna».
ALTRI PROBLEMI
Ma l’emergenza coronavirus inizia a provocare anche altri effetti. Gli ospedali, nei reparti non Covid, registrano situazioni di sovraffollamento a causa dei problemi di salute non affrontati durante i diversi lockdown. «Arrivano in pronto soccorso molti pazienti, magari anziani e con patologie croniche», spiega Albani, «i quali hanno a lungo trascurato i problemi di salute, che ora esplodono in forma acuta. Il risultato è che in molte aree mediche e chirurgiche non Covid c’è sovraffollamento. È un fenomeno che ci aspettavamo e che, purtroppo, si sta verificando. Ciò che non ci aspettavamo, invece», dice l’esperto, che è anche direttore del Pronto soccorso di Pescara, «è il sovraffollamento dei reparti d’urgenza e delle ortopedie a causa di tanti pazienti interessati da traumi. Un fenomeno difficile da spiegare, ma viene da pensare che con la riconquistata libertà», conclude l’esperto Albani, «ci sia un po’ di imprudenza».

