Abruzzo, in 50mila con il Covid Il virus galoppa tra i più giovani

In 7 giorni 6.690 contagi nella fascia 0-19 anni. Albani: in intensiva 8 su 10 non sono vaccinati
La corsa del Covid e della variante Omicron non si arresta. Con i 2.372 delle ultime 24 ore, l’Abruzzo ha raggiunto quota 50.417 casi attivi.
Significa che il 3,9% degli abruzzesi sta combattendo attualmente contro il virus. Un numero di grande rilievo che si sposa con l’aumento dei ricoveri in area medica (ma non in terapia intensiva) e con la crescita dei casi tra i più giovani sotto le feste natalizie. «L’aumento dei contagi tra i giovani, con questa insistenza, è qualcosa che non avevamo mai visto prima», spiega il referente regionale per le emergenze urgenze Alberto Albani, «per questo motivo potremmo definire la Omicron come una variante più “giovanile” rispetto a quelle che abbiamo incontrato in precedenza».
Le fasce più colpite Il Covid corre a ritmo preoccupante tra i più giovani, cioè nella fascia d’età compresa tra 0 e 19, e lo dimostrano i dati degli ultimi sette giorni: sono stati 6.690 i nuovi casi fino a 19 anni in soli 7 giorni. Di questi, 2.809 contagiati fanno parte della fascia 0-12 anni, 3.881 hanno tra i 12 e i 19 anni. «Ma il rischio di ricovero e decesso per questa fascia d’età resta comunque molto basso», spiega Albani.
Sempre nell’ultima settimana, la fascia più colpita dal Covid, in assoluto, è stata quella tra i 20 e i 29 anni con 5.354 nuovi contagi, seguono i 40enni (4.527 in soli sette giorni) e i 50enni (4.237). Più bassi i numeri degli over 80 (660 casi in 7 giorni) e dei 70enni (1.220 casi dal 4 al 10 gennaio).
UN’ALTRA VITTIMA TRA I NO VAX
Sono 2.372 i positivi delle ultime 24 ore: un numero in leggero calo, come da protocollo, dopo il fine settimana. C’è da registrare anche un nuovo decesso: Danilo De Stephanis, 45enne di Montesilvano, lavorava come rider per una piattaforma di food delivery ed è morto nel reparto Covid dell’ospedale di Pescara dove era ricoverato dal 5 gennaio per una polmonite bilaterale. Non aveva ricevuto neppure la prima dose di vaccino.
LA SITUAZIONE
NEI REPARTI
Non si attenua la pressione sugli ospedali abruzzesi. Nelle ultime 24 ore, è stato necessario il ricovero per altri 23 pazienti. Numeri che, dopo l’ingresso in zona gialla, avvicinano l’Abruzzo alla zona arancione. Bastano altri 83 ricoveri in area non Covid per superare la soglia limite del 30%.
Migliora, invece, la situazione delle terapie intensive, che ieri ha liberato due posti e ha il 13% dei letti occupati: la soglia limite per l’arancione dista ancora 11 unità.
Il terzo parametro, l’incidenza settimanale dei contagi per 100mila abitanti, è ormai fuori controllo e ampiamente oltre la soglia per la zona arancione (2.272 casi ogni 100mila abitanti a settimana).
«Stiamo avendo difficoltà nella gestione dei pazienti che arrivano in ospedale», spiega Albani, «per mancanza di posti letto. Riusciamo a garantire il nostro lavoro nei reparti, ma con grande difficoltà perché mancano posti letto. Questo perché i pazienti non riescono ad essere dimessi in quanto le Rsa, e le strutture che dovrebbero accoglierli per proseguire le cure a basso livello di intensità, non sono attualmente operative e non riescono ad assisterli».
Nonostante l’affollamento dei reparti ospedalieri, Albani precisa. «Molti pazienti raggiungono il pronto soccorso perché malati di Covid ma per fortuna sono in gran parte vaccinati e sviluppano patologie a basso rischio, che necessitano solo di un paio di giorni di osservazione. Il fatto che ne arrivino parecchi, dovuto all’aumento di casi, ci sta creando qualche problema ma voglio chiarire una cosa: i vaccinati non si ammalano gravemente. L’80 per cento dei pazienti, ricoverati in terapia intensiva, non ha neanche una dose. Il restante 20%, che si trova in condizioni gravi, o è molto anziano, dunque il vaccino ha generato una risposta anticorpale non brillante, oppure sono persone con patologie multiple che hanno indebolito l’organismo».
L’andamento del virus I 2.372 positivi delle ultime 24 ore sono stati scovati con 2.995 tamponi molecolari e 44.506 test antigenici rapidi.
Il tasso di positività è pari al 4,99 per cento. Per quanto riguarda la situazione delle 4 province, la Regione ha comunicato l’andamento dei casi degli ultimi due giorni: rispetto a sabato, sono stati registrati 1.369 positivi in più nell’Aquilano, 2.219 nel Chietino, 1.226 in provincia di Pescara e 1.889 nel Teramano.
«Ci aspettiamo il picco di questa quarta ondata nella seconda metà di gennaio», conclude Albani, «considerando che gli assembramenti per le feste natalizie hanno bisogno di almeno 10 giorni di incubazione per generare un impatto sensibile in termini di nuovi casi. Poi bisognerà vedere l’andamento della curva dopo la riapertura delle scuole. Un appello allo zoccolo duro di no vax? Non so più come convincerli. Posso solo dire che la patologia da Covid è molto grave, e può generare insufficienze respiratorie che avranno ripercussioni anche in futuro sulla qualità della vita di chi non si vaccina».

