Abruzzo in ginocchio Immagine compromessa

26 Gennaio 2017

Gli operatori puntano l’indice contro l’enfatizzazione delle notizie «Alberghi vuoti malgrado funzioni tutto». Assemblea urgente della Cna

PESCARA. Prenotazioni cancellate in blocco e disdette di intere gruppi di turisti. Sono furiosi gli albergatori dell'Abruzzo per le camere perse non solo negli scorsi week end, ma anche per le prossime settimane, a causa dell'allarmismo dei giorni scorsi. Prima il meteo, poi il terremoto, il disastro di Rigopiano con l’allerta slavine e infine l’incidente dell’Eliambulanza a Campo Felice. Tutti eventi che hanno avuto grande risalto e finito per colpire ai fianchi il sistema turistico abruzzese.

«Ammonta ad oltre l'80 per cento il calo delle presenze turistiche», prova a fare una prima stima Ernesto Paolo Alba, presidente degli operatori economici a Pescasseroli, che punta l’indice contro «l’enfatizzazione delle notizie, unita a una scarsa definizione della localizzazione degli eventi». «Il risultato», continua, «è una grave perdita economica alle popolazioni locali che vivono attendendo la neve. La gente, terrorizzata da quello che vede e sente in tv, preferisce disdire».

L’immagine dell’Abruzzo è stata compromessa. Nell’immaginario collettivo l’Abruzzo è una regione dove esiste il rischio terremoto, c’è il pericolo valanghe e dighe. Una situazione che va affrontata subito. La Cna ha convocato per questa mattina d’urgenza l’assemblea regionale degli operatori del settore alla quale dovrebbe partecipare il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli.

«In questa condizione drammatica che l’Abruzzo sta vivendo, può perfino apparire fuori luogo guardare a questi temi, ma non è così», spiega Cristiano Tomei responsabile nazionale di Cna Balneatori, «l’opinione pubblica vuole tornare a una condizione di normalità della vita, vuole pensare che questo territorio abbia altre chance da giocare, e l’immagine turistica della regione diventa una delle urgenze da porre sul tappeto. Perché ai colpi micidiali, anche di immagine, subiti in queste ore, altri danni non debbano sommarsi nei mesi a venire».

Forte indignazione per come è stata gestita l'informazione sulle emergenze abruzzesi viene espressa anche dal sindaco di Castel di Sangro, che parla di “calamità giornalistica". «Abbiamo dovuto subire ingiustamente la generalizzazione delle notizie drammatiche e allarmistiche riferite all'intero Abruzzo», spiega Angelo Caruso, «ma pur rimanendo solidali ai nostri conterranei, credo che l'intensa attività giornalistica ha di fatto causato nel nostro territorio una "calamità giornalistica" che sta determinando le disdette. Ho sempre dubitato della lealtà dell'informazione televisiva sulla nostra regione e ultimamente ne abbiamo avuto ampia conferma».

Turisti intimoriti anche per gli operatori turistici di Scanno. «Sette disdette nello scorso fine settimana ed altre ricevute per il primo week end di febbraio», snocciola Costanza Paleari, albergatrice, «malgrado in paese non ci siano stati danni né per la neve né per il terremoto. C'è però timore fra la gente, soprattutto fra i turisti che arrivano da fuori regione, di subire disagi e disservizi».

Secondo il presidente della Fiavet Abruzzo- Molise (federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo) Davide Ballone le prenotazioni in questi giorni, sono scese dell’80-90%. Ed è a rischio anche la programmazione estiva. «I danni sono enormi, basti pensare che il turismo culturale che dopo il terremoto dell’Aquila del 2009 si era bloccato, per poi riprendersi, adesso si è di nuovo bloccato», afferma Ballone, «diciamo che, da martedì-mercoledì della settimana scorsa, non c’è domanda».

Un leit motiv che fa suo anche il responsabile commerciale del tour operator abruzzese Medi Tour, Gaetano Di Meco, di cui è titolare il presidente della Fiavet, Ballone. «Il pubblico nazionale segue le vicende che si stanno susseguendo in Abruzzo», spiega Di Meco, «e da quando c’è stato il terremoto, abbiamo avuta una flessione importante. Il telefono non squilla più e quando lo fa, lo fa per annunciare le disdette di prenotazioni già effettuate. Da noi, per esempio», fa sapere Di Meco, «in questi giorni ha rinunciato a venire in Abruzzo un gruppo che aveva già prenotato. Altre prenotazioni, poi, sono state cancellate per Roccaraso e Campo di Giove. Tutte zone, queste, non interessate dal sisma». Per Di Meco ha influito anche « il parlare della diga di Campostosto».

Che cosa fare? Come reagire? Secondo il responsabile commerciale di Medi Tour, al momento l’immagine di un Abruzzo disastrato andrebbe controbilanciata con un altro tipo di informazione: «Occorre una campagna informativa in cui si dica che ci sono posti in Abruzzo in cui adesso si scia - poiché, tra l’altro, la neve c’è - e che quindi in si può venire in vacanza, senza correre rischi».

Il presidente regionale di Federalberghi, Giammarco Giovannelli, prima di ogni analisi sulla situazione del turismo in Abruzzo, si sofferma sulle calamità che hanno colpito la regione nelle ultime settimane: «Una fase triste, va tutto il nostro rispetto a chi ha avuto lutti. Poi, possiamo tranquillamente dire», continua Giovannelli, «che attualmente c’è una paralisi turistica. Ma ribadiamo che l’Abruzzo è una regione turistica pulsante ed è in sicurezza e noi siamo disponibili e pronti a continuare. Inoltre», prosegue il presidente Federalberghi, «dobbiamo ringraziare gli operatori turistici della costa che hanno accolto gli sfollati», rimarca Giovanelli che per il futuro e la programmazione pensa a una campagna di comunicazione: «Una volta usciti dall’emergenza, dovremo far capire che l’Abruzzo è una bellissima regione da visitare in sicurezza».

Vito de Luca

Massimiliano Lavillotti

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