Abruzzo, nessun decesso La prima volta da marzo

21 Maggio 2020

I guariti sfiorano quota 1.500, i nuovi casi sono otto quasi tutti nel Pescarese Il primario Albani sugli ultimi dati: «Il sistema messo in campo sta funzionando»

PESCARA. Nessun morto nelle ultime ore in Abruzzo. È la prima volta in due mesi, cioè dalle fasi iniziali dell'emergenza, che non si registrano nuove vittime nel giro di 24 ore. Il dato dimostra come la situazione, dopo settimane durissime, stia davvero migliorando.
Altro elemento positivo è il numero dei guariti: sfiorano quota 1.500 e sono quasi duecento in più delle persone attualmente positive (1.317). Otto i casi più recenti: il totale dei pazienti che hanno contratto il Covid-19 sale a 3.205.
NESSUN MORTO. Bisogna tornare indietro alla metà di marzo, quando la curva del contagio era in salita e i numeri erano ancora bassi, perché in Abruzzo nell'arco di 24 ore non si registrassero vittime.
Ieri quel dato, forse il più atteso degli ultimi giorni, è arrivato, quasi a certificare l'efficacia delle misure restrittive.
«Il dato sui decessi è sganciato rispetto alla curva del contagio», sottolinea il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, «ma sicuramente non aver registrato nuove vittime in 24 ore è un elemento estremamente significativo che dimostra come il sistema messo in campo abbia funzionato». Resta quindi fermo a 389 il totale delle persone morte in Abruzzo e risultate positive al coronavirus. Si tratta soprattutto di persone anziane e con patologie pregresse. Ma non sono mancati casi particolari, come quello che riguarda la vittima più giovane, un ragazzo di Roccamorice di appena 22 anni. L'età media delle persone decedute in Abruzzo è comunque di 74,9 anni.
Del totale dei morti, 238 sono uomini e 151 donne. Il territorio più colpito, come per i contagi, è il Pescarese dove si registra più della metà delle vittime regionali, cioè oltre 200, di cui circa 90 nel solo capoluogo adriatico.
NUOVI CASI. Sono otto i nuovi casi diagnosticati con i test eseguiti dal laboratorio della Asl di Pescara, dall'Istituto Zooprofilattico di Teramo, dall'Università di Chieti e dal laboratorio dell'ospedale dell'Aquila. Sono emersi dall'analisi di 829 tamponi: è risultato positivo lo 0,9% dei campioni. Ieri i positivi erano stati quattro su 1.718 test, cioè lo 0,2%, il valore più basso registrato dall'inizio dell'emergenza. Dei nuovi casi, sei fanno riferimento alla Asl di Pescara, dove il totale sale a 1.497 e due alla Asl di Chieti (totale 813).
GUARITI. Continuano ad aumentare le guarigioni, che proprio martedì, per la prima volta, hanno superato il numero dei casi attivi.
Solo ieri se ne sono registrate 80 in più, che hanno fatto salire il totale a 1.499. Per quanto riguarda le persone ancora malate, 185 pazienti (-3) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e sei (invariato) in terapia intensiva. Tutte le altre, 1.126, sono in isolamento domiciliare.
OLTRE 60MILA TEST. Arrivano a quota 61.123 i tamponi analizzati in Abruzzo dall'inizio dell'emergenza. Del totale, circa 34mila test, cioè il 58,8%, sono stati eseguiti dall'Istituto Zooprofilattico di Teramo.
A questi numeri, ricorda l'Istituto nel suo report periodico, se ne aggiungono altri 3.800 fatti nell'ambito di un accordo con l'azienda sanitaria di Bergamo. In Abruzzo, la capacità diagnostica, nel corso delle settimana, è stata costantemente implementata.
MASCHERINE. Nonostante la situazione migliori, gli esperti rilanciano l'appello a non abbassare la guardia. «I numeri ci dicono che la politica della mascherina e del distanziamento ha funzionato», afferma il direttore delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti, «il 3 giugno verranno riaperte le frontiere regionali e nazionali e, quindi, riprenderà anche la circolazione di portatori asintomatici. Anche se in questi giorni dovesse arrivare il tanto atteso azzeramento dei contagi», conclude l'infettivologo, «bisognerà continuare a rispettare le regole, perché la prevenzione è fondamentale».
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