Abruzzo, oggi si conclude Nati per leggere

Oltre sessanta gli eventi di lettura ad alta voce organizzati in tutta la regione, ecco i vantaggi
PESCARA. I libri come strumento di crescita per i bimbi. Proprio per sensibilizzare i genitori in tal senso e per promuovere la lettura è tornata in Abruzzo la settimana “Nati per leggere”, che, iniziata il 17 novembre, si conclude oggi. Punto di partenza dell'iniziativa è quanto dimostrato da numerosi studi scientifici internazionali: la lettura dei libri genera nei più piccoli molteplici opportunità e benefici, dal punto di vista cognitivo, emotivo, affettivo e relazionale. Oltre 60, da Pescara a Montesilvano, da Chieti a Vasto, da Pineto a Corropoli e ad Avezzano, gli eventi organizzati in Abruzzo, tra letture ad alta voce, incontri di sensibilizzazione e mostre sull'editoria dell'infanzia. L'iniziativa è stata promossa a livello locale dalla rete NpL Abruzzo, di cui fanno parte l'Associazione italiana biblioteche (Aib) Abruzzo e l'Associazione culturale pediatri (Acp) Abruzzo, con il coinvolgimento di educatori di asili nido, insegnanti di scuole dell'infanzia, operatori culturali e socio-sanitari, librai e volontari. Tra i tanti eventi, ha preso il via, a Pescara, nei quartieri Villa del Fuoco e San Donato, il progetto “Adotta un presidio”, promosso in Italia grazie al sostegno dell’Associazione Italiana Editori (Aie) e al Programma Nati per Leggere. Finalità dell’iniziativa, sostenuta dal coordinamento abruzzese NpL, insieme al Servizio Beni e Attività Culturali della Regione Abruzzo, è quella di contribuire a garantire un’offerta educativa di qualità alle famiglie con bimbi di età compresa tra 0 e 6 anni, residenti in aree caratterizzate da povertà educativa. Pescara è uno dei sette presidi individuati a livello nazionale. «Assistiamo ad una trasformazione genitoriale, perché i genitori di oggi sono i nativi digitali e ci sono fattori negativi nello sviluppo dei bambini nella fase critica 0-3 anni», spiega il referente regionale di NpL per conto dell'Acp, il pediatra Domenico Cappellucci.
«La lettura può partire già nella fase della gravidanza: tra i vantaggi vi sono per i bimbi la possibilità di crescere già istruiti e per le mamme di acquisire consapevolezza sulle proprie potenzialità. Un percorso di questo tipo ha anche un impatto socioeconomico, perché tutte le attività finalizzate allo sviluppo fatte già in fase intrauterina, è dimostrato, portano ad un aumento del Pil. La lettura in età precoce e lo sviluppo cognitivo che ne consegue, infine, possono prevenire la criminalità e sfavorire le dipendenze».
Lorenzo Dolce

