Abruzzo, oltre 17mila casi positivi «Chi può, faccia la quarta dose»

9 Ottobre 2022

L’appello del primario Grimaldi (Malattie infettive): «Il contagio resta elevato, usate la mascherina Nei casi più gravi possiamo contare su terapie straordinarie: gli antivirali e gli anticorpi monoclonali»

Oltre 17mila positivi in Abruzzo. Una soglia di diffusione del virus che non lascia tranquilli e pone la regione, secondo le rilevazioni dell'Istituto superiore di sanità, «nella fascia a rischio maggiore».
Domani partirà la doppia vaccinazione contro il coronavirus e l'influenza, ma i dati della quarta dose restano bassi. Con i sanitari che invitano a non aspettare oltre. «Chi può, faccia la quarta dose», dichiara Alessandro Grimaldi, primario del reparto di malattie infettive dell'ospedale San Salvatore, dall'inizio della pandemia in prima linea per combattere il virus. Ieri si sono registrati 1.200 nuovi casi.
IL REPORT
Il bollettino diffuso dall'assessorato alla Sanità parla di 1.306 tamponi molecolari eseguiti e 4.888 test antigenici, che hanno rilavato 1.200 nuovi contagi. Una persona è deceduta, anche se il dato è risalente ai giorni scorsi, mentre i guariti sono 547.689 mila (+17.658 per riallineamento).
Gli attualmente positivi in regione sono 17.012 (-16.459), di cui 155 ricoverati in area medica, quattro in meno rispetto al giorno precedente e 1 in terapia intensiva (+1). È la provincia di Pescara a far registrare il maggior numero di casi (279), seguita da Teramo (258), Chieti con 317 e L'Aquila con 312. Venti i positivi che arrivano da fuori regione, mentre per 14 è in corso l'accertamento. Numeri che, seppure tra le diverse oscillazioni, «non mettono al riparo l'Abruzzo dall'ondata autunnale di diffusione del virus. Tutt'altro», dice Grimaldi.
CIRCOLAZIONE ELEVATA
«Bisogna distinguere tra il numero totale dei casi e quello dei pazienti gravi», spiega Grimaldi. Ed è questo l'elemento che fa la differenza rispetto allo scorso anno o ad altri periodi in cui la pandemia ha riempito gli ospedali. «Il contagio resta elevato, soprattutto in Abruzzo», afferma il primario di malattie infettive, «ma in terapia intensiva o nei reparti dedicati vengono ricoverati soprattutto pazienti anziani, oncologici o con patologie pregresse». Il virus, tuttavia, continua a correre. «È la dimostrazione», sottolinea Grimaldi, «che si tratta di un virus molto contagioso, con una capacità di circolazione elevata. Poi, d'autunno e d'inverno storicamente si registra un aumento dei contagi dovuto alla ripresa dei trasporti nelle città e delle attività lavorative e scolastiche in ambienti chiusi».
ANDAMENTO ATIPICO
«Non ci aspettavamo una ripresa così repentina», ammette Grimaldi, «quest'anno l'epidemia ha avuto un andamento atipico con picchi a giugno e luglio, che non si erano registrati nei due anni precedenti. Rimane il fatto che abbiamo a disposizione armi straordinarie che si possono utilizzare: gli antivirali e gli anticorpi monoclonali per i pazienti che presentano sintomi importanti e la quarta dose, o dose booster, che rappresenta un valido deterrente al contagio. Un rinforzo importante all'immunità, che dopo qualche mese dalla vaccinazione tende a scemare. Il vaccino riduce i rischi di ospedalizzazione, pur non azzerando quelli di contagio».
ANCORA PRECAUZIONI
Sull'uso della mascherina Grimaldi non ha dubbi: va utilizzata con intelligenza e indossata negli ambienti chiusi, dove le possibilità di infettarsi sono molto più elevati. E proprio la mascherina, negli anni passati, oltre ad aver difeso le persone dal Covid ha abbattuto la diffusione di contrarre altre infezioni trasmissibili per via aerea. «Quest'anno, oltre alla ripresa del Covid, avremo un ceppo di influenza particolarmente contagioso», avverte Grimaldi, «per questo è fondamentale vaccinarsi, ricorrendo per gli individui fragili alla doppia dose contro il Covid e contro l'influenza».
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