Abruzzo, sequestrate 12mila mascherine illegali

Ispezioni in farmacie e depositi, 10 denunce: niente certificati e spiegazioni Come distinguere quelle buone dalle taroccate: la guida dell’Istituto di sanità
PESCARA. Dieci denunce, cinque segnalazioni alle Camere di commercio e 12mila mascherine sequestrate al termine di ispezioni in farmacie, parafarmacie, depositi e importatori in Abruzzo. Sono i numeri dell’attività dei carabinieri del Nas di Pescara, svolta per scongiurare illeciti a salvaguardia della salute delle comunità. Tra i denunciati ci sono sette titolari di altrettante attività: tre nel Chietino, due in provincia dell’Aquila, una nel Pescarese e l’ultima nel Teramano. Sono responsabili, stando alla relazione del Nas, «di aver immesso sul mercato dispositivi di protezione individuale non conformi ai requisiti di sicurezza, mascherine facciali filtranti generiche presentate come dispositivi di protezione e mascherine facciali commercializzate come Dpi, sebbene l’iter autorizzativo presso l’Inail non fosse ancora concluso». Gli accertamenti, a ritroso, sono stati ampliati a grossisti e importatori individuati in altre regioni. Le indagini sono scattate in seguito a segnalazioni arrivate al centralino del Nucleo di Pescara, ma anche attraverso il monitoraggio di pagine social. Altre cinque persone sono state segnalate alle Camere di commercio per l’assenza di informazioni in lingua italiana, come imposto dal Codice del consumo, sui prodotti in vendita. Nei confronti dei trasgressori sono scattate sanzioni per migliaia di euro. Le ulteriori indagini riguardano le certificazioni di conformità normativa esibite durante i controlli e diverse marcature Ce, di dubbia fattura, apposte sui dispositivi oggetto di sequestro.
La mascherina, in base al Dpcm del 26 aprile, è diventata obbligatoria negli spazi pubblici chiusi o all’aperto dove non è possibile mantenere il distanziamento. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso Dpcm «possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso».
Recentemente, l’Istituto superiore di sanità ha fornito risposte alle domande più frequenti.
Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche?
Le mascherine chirurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma Uni En Iso 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus.
Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità?
Devono garantire una adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort.
La mascherina è obbligatoria anche per i bambini?
Dai sei anni in su e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso.
È possibile lavare le mascherine di comunità?
Sì, se fatte con materiali che resistono al lavaggio a 60 gradi. Le mascherine di comunità commerciali sono monouso o sono lavabili se sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance.
Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria?
Quelle certificate come dispositivi medici.
Come smaltirle?
Se è una mascherina monouso va smaltita con i rifiuti indifferenziati. Se è stata indossata una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.
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