Abruzzo, si scia dal 18 ma mancano ancora norme e protocolli

Capienza ridotta del 50% su cabinovie e seggiovie Mascherina e distanziamento nelle file e al bar
PESCARA. È ufficiale. Dopo vari rinvii e l’ipotesi iniziale di ritornare in pista per il 7 gennaio, finalmente c’è una data certa: si tornerà a sciare il 18 gennaio, con tutte le misure di contenimento del caso. Un provvedimento che sembra quasi una beffa, vista la quantità di neve che ricopre le montagne italiane da Nord a Sud: precipitazioni copiose come non se ne vedevano da anni.
Il ministro della Salute, Roberto Speranza ha firmato qualche giorno fa l'ordinanza che stabilisce il rinvio della riapertura degli impianti sciistici, accogliendo la richiesta, avanzata dagli operatori e amministratori delle Regioni interessate dalla stagione sciistica, di avere una data certa. Il rinvio, invece, era stato sollecitato delle Regioni e le Province autonome tramite una lettera del presidente della conferenza, Stefano Bonaccini: rinvio richiesto per permettere l’allineamento delle linee guida alle regole definite dal Comitato tecnico scientifico. Sempre le Regioni hanno chiesto anche che a riaprire siano solo gli impianti nelle zone gialle e non quelli in zone rosse o arancioni.
Uno dei principali nodi da sciogliere è quello che riguarda gli impianti di risalita, che il Cts vorrebbe equiparare ai mezzi pubblici. Questo significa che anche per cabinovie, funivie e seggiovie con cupola si dovrà prevedere una capacità del 50% del numero di persone normalmente trasportato. Si dovrà dunque predisporre un sistema di prenotazione per l’utilizzo degli impianti.
I gestori delle stazioni sciistiche sono pronti da settimane alla riapertura. In molti hanno già messo a punto appositi protocolli anti-Covid, che prevedono la sanificazione di impianti e spazi comuni, la misurazione della temperatura ai desk di acquisto degli ski-pass, il distanziamento nelle file. Ma manca ancora, lamentano i gestori, un protocollo preciso da attuare per poter permettere a chi ama la montagna di ritornarvi in tutta sicurezza.
Anche in Abruzzo, gli operatori sono partiti già dall’estate per mettere a punto i sistemi di prevenzione. Ma nonostante gli investimenti e un manto nevoso naturale che avrebbe permesso la riapertura addirittura da novembre, tutto è ancora fermo e avvolto nell’incertezza, con gravi danni economici non solo per i gestori ma anche per tutto l’indotto, tra bar, alberghi e ristoranti. Una perdita davvero pesante. Eppure, fa notare qualcuno, lo sciatore è più al sicuro di qualunque cittadino, iperprotetto tra casco, occhialoni, guanti e mascherina, in mezzo alla natura.

