Abruzzo, stop ai condoni Cappa: favoriscono gli evasori

Il presidente della Commissione regionale all’inaugurazione dell’anno giudiziario «Lo Stato deve introdurre poche imposte e facili da comprendere per i cittadini»
L’AQUILA. Lo Stato deve introdurre «poche imposte e semplici da comprendere e calcolare, e anche stabili nel tempo, in modo da essere elaborate e accettate dal normale cittadino. Il condono fiscale favorisce l’evasione. E questa è una caratteristica negativa che ha contraddistinto la politica fiscale dello Stato».
E se a questo si aggiunge la «complessità e confusione della legislazione in materia fiscale, che a volte può scoraggiare anche il contribuente onesto», il risultato è il «clima di diffidenza del cittadino verso l’Amministrazione delle Finanze».
Una relazione, quella del presidente della Commissione tributaria regionale, Giansaverio Cappa, al limite dello “scontro istituzionale”. Perché non ha usato mezze parole per fare una fotografia della situazione tributaria in Abruzzo, nell’apertura dell’Anno giudiziario tributario, nella sala udienze del Tar, all’Aquila.
Una relazione che ha evidenziato – anche per la mancanza soprattutto di giudici e di risorse – una contraddizione dello Stato: da un lato la tanto sbandierata lotta all’evasione fiscale, dall’altro, con i condoni, un invito a non pagare regolarmente le tasse.
Una cerimonia solo per addetti ai lavori, quella della Commissione tributaria regionale, perché, si sa, la materia fiscale è ostica. Ma soprattutto per le ragioni indicate dal presidente Cappa.
Anche se, il giudice, sottolinea come il bilancio dell’attività della Commissione tributaria regionale (secondo grado di giudizio), sia «ottima».
«I tempi in Abruzzo per definire un ricorso, tra il primo grado della Commissione provinciale e il secondo grado della Commissione regionale, sono brevi: circa due anni, uno in meno rispetto alla media nazionale», sottolinea il magistrato della Giustizia tributaria, «al punto che siamo riusciti a intaccare l’arretrato del 2-3%, a fronte di circa 1.000 processi in entrata, tutti smaltiti. Nell’ultimo anno, però, c’è stata una riduzione del personale, soprattutto per i giudici che sono andati in pensione e per ora non sono stati rimpiazzati. Quindi, credo che se non si provvederà subito al reintegro, il prossimo anno non si potrà fare molto sull’arretrato».
Al 30 giugno 2016 i ricorsi in appello pervenuti alla Commissione sono stati 1.310, di cui definiti 1.537 (la differenza è il pregresso) e pendenti 984.
A livello provinciale la fa da padrona la Commissione tributaria di Pescara, dove a giugno 2016 sono pervenuti 924 ricorsi, definiti 1.212 (con il pregresso), e 1.575 pendenti (ma con ben 300 in meno rispetto all’anno precedente). Segue L’Aquila, con 874 pervenuti e 978 definiti; Chieti, con 760 e 950; e Teramo, con 523 e 413. «Per Teramo e il presidente della Commissione, Gianfrancesco Iadecola, c’è da fare un discorso a parte, perché la sede è stata dichiarata totalmente inagibile, dopo le scosse di terremoto del 18 gennaio scorso e opera in regime di emergenza», ha sottolineato il presidente Cappa. «A livello nazionale – i dati sono forniti dal presidente, Mario Cavallaro – nel 2016, alle Commissioni provinciali sono stati presentati 164.101 ricorsi e a quelle regionali 68.891 appelli», ha ricordato Cappa. «Le sentenze sono state 232.992 in grado provinciale e 62.891 in quello regionale. Il valore medio delle controversie è stato di 112 mila euro in primo grado e 194 mila euro per il secondo». Ma quello che impressiona è il «valore complessivo di tutto il contenzioso» a livello nazione, che «ammonta alla consistente cifra di 32 miliardi di euro».
Altri interventi sono stati del consigliere Barbara De Donno, del Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria, l’avvocato Gigliola Natale, del Consiglio Unico di garanzia pari opportunità; i quattro presidenti delle Commissioni provinciali, Iadecola (Teramo), Luigi Scimè (Pescara), Tullio Moffa (Chieti) e Silvio Magrini Alunno (L’Aquila). Per l’Amt Mario D’Angelo; e Ivana Doria, direttrice della segreteria della Commissione regionale.
Sono stati consegnati riconoscimenti a 13 giudici in pensione: Domenico Casablanca, Mario Petrera e Vincenzo Farinacci della Ctr Abruzzo; Gabriele Mariani, Pasquale Di Geronimo e Lucio Di Nisio (Ctp Pescara); Giuseppe Di Fulvio, Ermanno Venanzi, Tito Codagnone e Baldassarre Di Stasi (Ctp Chieti); Franco Cavallone, Maria Dodde e Mario Grilli (Ctp L’Aquila).
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