Abruzzo, strage di pedoni

Calano gli incidenti stradali, ma aumenta il numero delle persone investite
di Andrea Mori
PESCARA
Se c’è una dato che colpisce nel panorama statistico regionale è che in Abruzzo, in cinque anni (2008-2013, fonte Centro studi Continental/Istat), mentre sono diminuiti del 9,5 per cento gli incidenti automobilistici, sono aumentati addirittura del 23,7 per cento, gli investimenti dei pedoni, con in testa la provincia di Chieti (+43,5%) seguita da Pescara (+39.2%).
Una “strage degli innocenti” verrebbe da pensare tanto più che a rimetterci sono soprattutto anziani e casalinghe pensionate. Una “strage silenziosa”, aggiungiamo noi, perché i dati dimostrano che in Abruzzo numeri sia pure drammatici di questo genere non insegnano nulla; non si fa evidentemente sufficiente prevenzione e non si corre, altrettanto evidentemente, ai ripari per correggere e/o modificare le cose che possono aver determinato gli investimenti. Come ad esempio riverniciare i passaggi pedonali sbiaditi dove il giorno prima c’è stato l’investimento, oppure piazzare una lampada segnaletica a norma lì dove la notte precedente il pedone è stato travolto dall’automobilista distratto.
E in questo contesto assistere impotenti a come questa scia di sangue diventi sempre più lunga fa rabbia. Fa rabbia perché la tutela del pedone, la cultura del pedone, dovrebbe essere salvaguardata in assoluto e non abbandonata.
L’ultimo incidente, in ordine di tempo, avvenuto l’altra sera a Francavilla è un caso lampante. Un vecchietto – un costruttore in pensione – travolto mentre attraversava le strisce pedonali da un automobilista che non lo ha visto, o quantomeno che lo ha notato solo all’ultimo momento.
Non c’era traffico a quell’ora a Francavilla, era buio e tutto lascia pensare che quelle strisce pedonali si potessero segnalare ed illuminare meglio in modo che anche il più anziano e barcollante dei pedoni avesse modo di arrivare in sicurezza dall’altra parte della strada .
Troppo difficile? No, qui la burocrazia non c’entra. «Ogni volta che ho fatto notare le criticità di strade e segnaletica è stata tirata in ballo l’assenza di fondi per apportare modifiche, correggere, mettere a norma», denuncia Paolo D’Onofrio, che oltre ad essere referente regionale dell’Associazione familiari e vittime della strada è un padre di famiglia in lotta da 15 anni con assicurazioni ed Enti per la morte del figlio quindicenne in seguito a un incidente in bicicletta sulla Lungofino a Città Sant’Angelo. «C’è troppa tolleranza, troppa sufficienza e chi glissa sulla carenza di fondi dice una bestemmia e incide per il 40 per cento sulle responsabilità », è il suo sfogo.
Ma D’Onofrio racconta anche che in Abruzzo non esiste un Osservatorio specifico sugli incidenti stradali tantomeno sugli investimenti dai quali partire per fare «adeguata pulizia»: «Dal Tavolo tecnico delle forze dell’ordine a cui partecipavo non è giunta più alcuna convocazione e dubito in realtà sul fatto che ci sia ancora».
Eppure l’Associazione in Abruzzo a qualcosa è finora servita: «Abbiamo più volte segnalato l’inadeguatezza della galleria di San Silvestro sulla circonvallazione Pescara-Francavilla, l’Anas ci ha ascoltato e sa bene che lavori analoghi deve realizzarli anche alla segnaletica della seconda galleria. Altre volte abbiamo fatto spostare strisce pedonali che erano state verniciate in prossimità di incroci, ostacoli visivi, marciapiedi irraggiungibili e a ridosso di curve...».
Una delle segnalazioni più recenti riguarda l’illuminazione in via d’Annunzio a Pescara: «È così vecchia, gialla sbiadita, che solo per un miracolo non c’è scappato il morto». Ma il vero cruccio di D’Onofrio e dell’Associazione, che in Abruzzo raccoglie sempre più soci, rimane sull’interesse attorno alle condizioni delle strade. Scarso o troppo? «Le assicurazioni dovrebbero partecipare in termini risolutivi al Tavolo tecnico per un reciproco interesse, altrimenti come fanno ad assicurare gli Enti che devono garantire la sicurezza?», domanda D’Onofrio.
La risposta sarà sviscerata il 14 e 15 novembre quando anche in Abruzzo sarà celebrata la giornata mondiale delle vittime della strada con un convegno, una messa-ricordo e un flashmob. Con l’auspicio che il prossimo anno possa calare anche il numero degli investimenti dei pedoni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

