Abruzzo tra le regioni più “carbon free”

26 Ottobre 2024

Piattaforma Ciro e Ispra confermano le performance regionali, anche nel settore dell’agricoltura

L'AQUILA. L'Abruzzo è tra le regioni più performanti sul fronte della decarbonizzazione e della sostenibilità ambientale.
Le best practice sono state analizzate, in dettaglio, dalla nuova piattaforma Ciro, realizzata da Italy for Climate in collaborazione con Ispra, che utilizza 26 indicatori articolati in otto aree tematiche che vanno dalle emissioni all'energia rinnovabile, edifici, industria, trasporti, agricoltura e vulnerabilità.
Il nuovo database, che offre un quadro completo delle performance climatiche regionali, supporta le amministrazioni locali nel processo di decarbonizzazione dei propri territori e nel raggiungimento degli obiettivi climatici. E di decarbonizzazione si è parlato, con ricercatori e aziende di settore, nella terza edizione di Resac, la conferenza di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico che ha acceso i riflettori sui temi delle infrastrutture energetiche e delle forme alternative per tutelare l'ambiente.
Secondo i dati diffusi da Italy for Climate, l’Abruzzo vanta una quota di assorbimenti naturali di emissioni di CO2 in rapporto alla superficie tra le più alte d’Italia, che contribuisce a ridurre l’impronta di carbonio della regione. Inoltre, fa registrare una performance positiva del settore agricolo, la cui quota di emissioni pro-capite, l’utilizzo di fertilizzanti e il numero di bovini allevati in rapporto alla popolazione è ben inferiore alla media nazionale. Un mix energetico caratterizzato da buone prestazioni delle fonti rinnovabili, soprattutto in termini di quota sui consumi pari al 26%, contro una media nazionale pari al 18%. Scendendo nei dettagli, l’Abruzzo registra una buona performance rispetto alle emissioni pro-capite ed è fra le regioni con il più alto numero di assorbimenti naturali in rapporto alla superficie. Per quanto riguarda l'energia, nel complesso il mix energetico della regione è in linea con la media nazionale, con consumi di energia finale pro-capite leggermente superiori.
Buone anche le prestazioni sulle rinnovabili, soprattutto in termini di quota sui consumi. Sui trasporti la quota di elettrico rispetto alle nuove immatricolazioni (3,69%) risulta in linea con la media nazionale. Sugli edifici la performance è positiva in termini di efficienza dei consumi. Nel comparto industriale, la performance dell’Abruzzo è generalmente allineata alla media nazionale, sia in rapporto al valore aggiunto per emissioni e consumi di energia, che per la quota di consumi elettrici.
In agricoltura la performance è positiva, grazie a emissioni pro-capite del settore e uso di fertilizzanti. La quota di agricoltura biologica, invece, è allineata alla media nazionale.
Ultimo fattore, la vulnerabilità: l’Abruzzo non è una regione criticamente esposta agli impatti dei cambiamenti climatici e presenta un basso numero di eventi estremi.
Per Cristiano D’Ortenzio, presidente della sezione energia di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico e promotore del format Resac, «l'incontro è stato utile ad ascoltare esperti, accademici e rappresentanti delle istituzioni, per condividere conoscenze, esperienze e una visione di futuro legata alla sostenibilità e alla decarbonizzazione: abbiamo approfondito le politiche pubbliche necessarie per sostenere questa transizione e i progetti che le nostre aziende stanno mettendo in campo per aiutare le comunità a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità», ha detto D’Ortenzio, «è fondamentale ricordare che la transizione energetica non è solo una questione di riduzione delle emissioni, ma anche di equità e giustizia sociale. Dobbiamo assicurarci che il passaggio a un sistema energetico decarbonizzato avvenga in maniera inclusiva, tenendo conto delle esigenze di tutte le comunità e garantendo che nessuno venga lasciato indietro».
E’ sulla scia di questo principio che si inserisce la ricerca avviata da Confindustria Medio Adriatico in collaborazione con il Cervas dell’Università D'Annunzio e Confindustria energia «per misurare le ricadute economico, sociali e ambientali che gli investimenti in infrastrutture energetiche hanno avuto e che potrebbero avere in quei territori in cui non vengono ancora attuati». L’Abruzzo si trova in una posizione unica per diventare un leader nella transizione energetica in Italia. Grazie alla sua ricca dotazione di risorse naturali e al crescente supporto per le tecnologie sostenibili - il dato emerso nell'ultima edizione dell'Abruzzo economy Summit - la regione ha il potenziale per pilotare una trasformazione significativa nel panorama energetico nazionale, con un ruolo da apripista. (m.p.)