Abruzzo, tutti i nuovi incentivi per le piccole e medie imprese

Ecco le misure per accompagnare verso la transizione digitale le aziende che vogliono investire Obiettivo: farle crescere sul mercato nonostante le difficoltà a causa dell’emergenza pandemica
Bonus e incentivi alle piccole e medie imprese. Sono diverse le misure previste dal Piano transizione 4.0, elaborato dal ministero dello Sviluppo economico, a sostegno delle aziende che vogliono investire e crescere. Gli aiuti sono disponibili fino a giugno 2023 e vanno dal credito d'imposta per la formazione a quello per gli investimenti in beni strumentali.
Un ventaglio di proposte per accompagnare le pmi nella transizione digitale e farle crescere sul mercato, in un momento di profonda crisi economica, generato dall'emergenza pandemica in atto. Nel pacchetto proposto dal Governo anche incentivi specifici per il Sud e per l'Abruzzo, a cui possono accedere tutte le imprese.
PIANO TRANSIZIONE 4.0
Sostituisce il precedente piano Impresa 4.0 ed è stato descritto dal ministero dello Sviluppo economico come «il primo mattone su cui si fonda il Recovery Fund italiano». L’investimento consiste in circa 24 miliardi di euro e le misure avranno effetto fino a giugno 2023. Tra gli incentivi figura il credito d’imposta Formazione 4.0, per l’acquisizione e il consolidamento delle competenze e conoscenze nelle tecnologie d'impresa. Con il credito d’imposta le aziende ottengono liquidità immediata tramite la presentazione delle istanze all’Agenzia delle entrate. La compensazione avviene, poi, sugli F24. Nello specifico, viene riconosciuto dal 30% al 50% di credito di imposta per le spese di formazione del personale. La percentuale si ottiene calcolando il credito di imposta utilizzabile negli F24 da inviare all’Agenzia delle entrate attraverso le buste paga del personale, anche docente, per le ore impegnate nelle attività di formazione 4.0, i costi dei formatori esterni e le spese generali sostenute. È necessaria la certificazione della documentazione da parte di un revisore legale.
INVESTIMENTI E TECNOLOGIA
Un altro credito d’imposta, previsto dal Piano transizione 4.0, è quello per gli investimenti in beni strumentali, che incentiva i nuovi investimenti in beni materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi. Per accedere sono necessarie un’analisi tecnica del bene, che attesti la rispondenza ai requisiti 4.0, e una perizia tecnica asseverata a firma di un ingegnere iscritto all’albo. La quota che si può ottenere è del 50% del valore del bene per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 30% per l’eccedenza fino a 10 milioni di e del 10% per l’eccedenza fino a 20 milioni di euro. Per i software, il credito di imposta ammonta al 20%, nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di euro.
BONUS RICERCA 2020
L'agevolazione incentiva la spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica per sostenere la competitività delle imprese e per favorirne i processi di transizione digitale nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale. Il credito riconosciuto arriva fino al 45% dei costi sostenuti nell’anno precedente, per le attività di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti. Per accedere è necessario essere in possesso di una relazione tecnica asseverata, un fascicolo tecnico in caso di controlli e la certificazione dei costi di ricerca da parte di revisore legale.
INVESTIMENTI SUD
È riservato alle imprese di Abruzzo, Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia e Molise. È rivolto a tutte le imprese per investimenti su macchinari, impianti e attrezzature, nuovi di fabbrica, di tutte le dimensioni e di quasi tutti i settori economici, escluse siderurgia, costruzioni navali, carbone, produzione di energia, finanza, credito e assicurazioni. Il bonus riconosciuto è del 45% nel caso di piccole imprese, del 35% per le medie e 25% per quelle di grandi dimensioni. Percentuali di aiuto che, per l’Abruzzo e il Molise, sono ridotte rispettivamente al 30%, al 20% e al 10%. Si accede con una compensazione automatica al ricevimento dell’autorizzazione alla fruizione da parte dell’Agenzia delle entrate sugli F24, anche prima di pagare i fornitori. L'agevolazione è retroattiva fino al 1° marzo 2017 e cumulabile con altri crediti di imposta.
CONTESTO ECONOMICO
Per quest'anno si prevede, su scala nazionale, un Pil in crescita del 4,1%, ma «solo a fine 2022 il lungo recupero dell'economia italiana porterebbe vicino alla completa chiusura del gap generatosi con la crisi pandemica», secondo i dati del Governo.
Nel 2021 è atteso ancora un calo del numero degli occupati, -1,7%. Il calo degli occupati, nell'anno in corso, seguirà il -2,8% che si è registrato nel 2020 (770mila occupati in meno nel quarto trimestre rispetto a fine 2019). Solo nel 2022, secondo anno di risalita del Pil, «ci sarà spazio anche per un recupero del numero di occupati» che gli economisti prevedono del +1,4% pari a 313mila unità in più.
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