Abruzzo verso l’arancione Parruti: i dati preoccupano

12 Febbraio 2021

Oggi il monitoraggio nazionale: in base ai numeri la regione non sarà più gialla

Il presidente Marco Marsilio ha lanciato l’allarme ieri in mattinata, il bollettino sui nuovi casi reso noto nel pomeriggio lo ha confermato con i numeri. L’Abruzzo va verso la zona arancione. E attraverso il Centro arriva l’appello dagli esperti: «È il momento di essere responsabili».
ZONA ARANCIONE
È in programma oggi la riunione della cabina di regia che dovrà valutare i dati dell’epidemia nella nostra regione. Una situazione molto preoccupante, come confermato anche dal governatore Marsilio alla vigilia dell’incontro. «Le proiezioni sui dati trasmessi a Roma per il report settimanale mostrano un forte incremento dell’indice Rt, che oscilla intorno a 1,20 e comunque con un valore minimo intorno o superiore a 1,10», ha commentato ieri mattina il presidente.
«Con questi dati, la cabina di regia che si riunirà domani (oggi per chi legge ndr) non potrà che classificare l’Abruzzo in zona arancione. Se l’ordinanza del ministro verrà pubblicata sabato, come è probabile» ha evidenziato Marsilio, «la nuova disciplina scatterà da domenica». Purtroppo, la forte incidenza della variante inglese in alcune aree del territorio abruzzese, e in particolare nell’area metropolitana Pescara-Chieti, per la quale ieri sono diventate operative le misure restrittive contenute nell’ultima ordinanza presidenziale, sta facendo rapidamente risalire la curva dei contagi. L’ulteriore conferma è arrivata dai dati di ieri, che hanno fatto registrate un nuovo boom di malati proprio nell’area metropolitana.
IL MONITORAGGIO
Oggi il gruppo tecnico-scientifico regionale torna a riunirsi per proseguire nel monitoraggio costante dell’andamento epidemiologico, con particolare attenzione ai comuni sottoposti a discipline più restrittive e a segnalazioni di allerta. «Verrà sottoposta a valutazione anche l’opportunità di prorogare o no la zona rossa per i comuni di Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria, sulla base dei contagi registrati nella settimana trascorsa», ha preannunciato Marsilio. «La virulenza e la velocità di trasmissione di questa terza ondata è ben maggiore della seconda che ci ha colpiti a novembre. Per arrestare la corsa del virus e la risalita degli indicatori, che altrimenti porterebbero l’intera regione in zona rossa tra un’altra settimana, occorre intensificare gli sforzi e l’applicazione di comportamenti corretti».
MISURE PIÙ RESTRITTIVE
Se come pare l’Abruzzo dovesse diventare arancione, cambierebbero nuovamente le regole, che tornerebbero ad essere più severe per tentare di rallentare la diffusione del contagio.
E così ad esempio chiuderebbero nuovamente bar e ristoranti, ai quali verrebbe permesso solo il servizio di asporto dalle 5 alle 22, ma fino alle 18 per i soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina o commercio al dettaglio di bevande, e di consegna a domicilio senza limiti di orario. Tornerebbe anche ad essere limitata la possibilità di spostarsi tra località diverse del territorio regionale, visto che in arancione è possibile muoversi in genere all’interno del proprio Comune, salvo deroghe concesse dalle disposizioni.
PARLA L’ESPERTO
«Il dato di oggi è molto preoccupante perché rende l’idea di una crescita esponenziale dei casi». A parlare è l’infettivologo Giustino Parruti. «I provvedimenti sono commisurati all’evenienza che abbiamo», continua l’esperto. «Il problema è che quando il numero di pazienti con varianti inglesi aumenta, può crescere anche il rischio di super diffusione».
LA VARIANTE
Parruti analizza nel dettaglio la situazione: «Gli ultimi dati confermano che la diffusione delle varianti è purtroppo alla base di questa crescita esponenziale». È quella inglese a preoccupare. «Le misure di contenimento devono essere adeguate, perché solo con la tempestività possiamo evitare che questo quadro porti a una straordinaria diffusione del virus».
RISCHIO ZONA ROSSA
Ma il cambio di fascia con il passaggio in zona arancione basterà a rallentare la diffusione? «Saranno i numeri a decidere», risponde Parruti. «Bisogna essere molto cauti nell’interpretazione dei dati, perché se la crescita nei prossimi giorni mostrasse questo trend di esponenzialità, è chiaro che in poco tempo bisognerebbe fare altre valutazioni. Ad oggi siamo a forte rischio di evoluzione rapida».
VACCINI
In una situazione delicata come quella attuale, la campagna vaccinale diventa fondamentale: «La vera risposta parte proprio dalla prevenzione», continua l’infettivologo, «quanto prima riusciremo a metterci in sicurezza, tanto prima riusciremo a ritrovare una sorta di normalità nella nostra quotidianità».
L’APPELLO
E l’attenzione deve rimanere alta con il rispetto di quelle ormai note regole che possono aiutare a contrastare la diffusione del Covid.
«È il momento in cui la nostra corresponsabilità potrebbe avere il massimo impatto», conclude Parruti. «In una circostanza in cui il rischio è di accelerare la diffusione e raggiungere un gran numero di esposti fragili, serve un atto di responsabilità da parte di ognuno di noi».