Abruzzo, vince la scelta di Marchionne
L’esportazione di mezzi di trasporto (Sevel) fa segnare un + 6.1 e traina la regione, ecco i numeri settore per settore
PESCARA. L’Abruzzo vince la sfida sui mercati esteri grazie alla scelta di Sergio Marchionne. Non è un caso se a trainare l’export nei Paesi Ue ed extra Ue sono i mezzi di trasporto e gli autoveicoli. A fotografare la realtà produttiva abruzzese, ancora una volta, è l’Istat che ha aggiornato al periodo gennaio-marzo 2018 la stima dell’incremento congiunturale per i flussi commerciali con l’estero. La variazione, si legge nelle note aggiuntive alle tabelle statistiche, è calcolata rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
L’AUTOMOTIVE. A trainare tutte le esportazioni, che rispetto a giugno 2017 sono in aumento del 7% su base regionale, (il 7,9% la media italiana), sono proprio gli autoveicoli, in crescita del 3% e i mezzi di trasporto, che salgono del 6,1%. È l’automotive, dunque, il cuore pulsante che spinge l’economia regionale, e con esso le fabbriche della Val di Sangro, in testa la Sevel dove si produce il Ducato .
IN ITALIA. L’incremento congiunturale delle esportazioni, avverte l’Ista, è esteso a tutti i raggruppamenti principali di industrie. I beni strumentali (+16,9%) registrano un aumento molto marcato dovuto principalmente alla vendita di mezzi di navigazione marittima. Dal lato dell’import, la crescita è intensa per l’energia (+9,5%). Gli acquisti di beni di consumo durevoli (-8,6%) e i beni strumentali (-4,3%) sono invece in forte calo.
IL RICICLO. Oltre all’automotive, che in valori assoluti ha un peso molto forte per quanto riguarda gli scambi con l’estero, nel periodo di riferimento l’asticella dell’Istat segna in Abruzzo un aumento del 79,3% dei prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento. Anche questo è un segnale di ripresa, secondo gli esperti. Dopo la crisi è aumentata la produzione di rifiuti speciali, ma nel contempo l’industria del riciclo ha fatto balzi in avanti notevoli. Un dato, quello abruzzese, superiore a quello della macro-area del Meridione, che si attesta sul 3,7%.
LA DEBACLE. Leggendo i dati del confronto sull’export del 2017, in Abruzzo la stima congiunturale del primo semestre 2018 vede una caduta vertiginosa dei prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere. Una discesa che si attesta al 93,3%. Al di là del dato statistico macroscopico, va sottolineato che in termini di valore assoluto, nella nostra regione questa componente non ha mai avuto un peso determinante in termini di Pil.
SEGNALI NEGATIVI. A preoccupare di più, invece, è il meno 5,1% degli articoli farmaceutici, chimico-farmaceutici e botanici, anche se si tratta di un dato congiunturale, come l’Istat specifica in premessa. Nella macro area di riferimento (Meridione e isole), il calo si stima intorno al 3,4%.
CHI SALE. In salita del 20,9% il settore dei prodotti tessili e dell’abbigliamento, pelle e accessori, i metalli di base (12,2%), gli apparecchi elettrici (10,2%) gli articoli in gomma (10%), legno e prodotti in legno (7,8%), prodotti alimentari e bevande (7,3%) e i prodotti dell’agricoltura (4,7) .

