Abusi sessuali sulla nipotina: condanna di 5 anni per lo zio

L’uomo, all’epoca dei fatti contestati avvenuti nel 2018, aveva 52 anni e ha sempre negato tutto Ed è scattata la prescrizione per episodi del 2010 di cui fu vittima la sorella maggiore della bambina
PESCARA. Si chiude con una condanna a cinque anni di reclusione (la pubblica accusa ne aveva chiesti nove) il processo a carico di uno zio che abusò della nipotina che all’epoca dei fatti (2018) aveva sette anni.
I giudici del collegio lo hanno condannato anche al risarcimento dei danni in favore della piccola vittima (assistita dall’avvocato Massimo Galasso), con una provvisionale di 25 mila euro.
L'imputato (difeso dagli avvocati Sergio Della Rocca ed Emidio Antonucci) si è visto applicare invece la prescrizione per un altro episodio che gli veniva contestato nel capo di imputazione e che riguardava un’altra violenza, precedente al primo fatto (si parla del 2010), che aveva avuto come vittima la sorella, oggi maggiorenne. L'imputato era finito persino in carcere per quelle violenze sessuali sulle figlie del fratello. Abitavano in due case vicine nella campagna di un piccolo centro della provincia. Gli abusi vennero scoperti quasi per caso, grazie alle confidenze che la più piccola delle sorelle (aveva circa 9 anni quando riferì l'accaduto) fece un giorno alla madre, mentre erano insieme in auto.
Una rivelazione sconvolgente della quale si parlò in casa. E proprio ascoltando il racconto, anche la sorella più grande (ormai maggiorenne) si decise a raccontare lquello che non aveva mai svelato a nessuno. Lo fece perché arrabbiata nei confronti di quell'uomo che aveva riservato lo stesso trattamento alla sorellina: «Lo ha fatto anche a te!» disse sconvolta rivolgendosi alla piccola. E così si levò anche lei quel peso che l’aveva tormentata per anni, raccontando i fatti che la riguardavano.
La vicenda è emersa grazie al lavoro del Gav, il Gruppo antiviolenza che opera in tribunale e che segue le vittime per tutto il percorso giudiziario. La denuncia venne presentata dalla madre. Nel 2018 lo zio aveva 52 anni: aveva fatto scendere la piccolina in cantina con lui, si era abbassato i pantaloni e le aveva fatto delle precise richieste. La vittima venne ascoltata in audizione protetta e, anche se aiutandosi con la mimica perché non riusciva a spiegarlo a parole, raccontò quello che le aveva fatto lo zio. In un'altra circostanza, la sorella più grande, che aveva avuto precedenti esperienze negative con lo stesso zio, non mandò la sorellina da sola dallo zio, ma la fece accompagnare dal suo fidanzato. Mentre un’altra volta andò direttamente lei dallo zio e trovò il familiare completamente nudo in attesa della piccolina.
Nella misura cautelare il gip scrisse che «l’indagato risulta del tutto privo di freni inibitori, in quanto incapace di arginare le proprie turpi ed insane pulsioni sessuali, spesso sfogate sulle nipoti, vittime particolarmente vulnerabili sia perché in tenera età, sia perché legate da rapporti di parentela con l'indagato». In aula, quando venne esaminato dal collegio, l'imputato negò tutto, dichiarando di aver avuto sempre rispetto delle nipoti che passavano molto tempo in casa sua.

