Aca, il colonnello patteggia
L’inchiesta su tangenti e appalti, Basciano chiede un anno e 6 mesi
PESCARA. Altre due richieste di patteggiamento nell’inchiesta sull’Aca, quella che nel luglio 2013 portò all’arresto ai domiciliari dell’ex presidente Ezio Di Cristoforo. Durante l’udienza di ieri la difese del tenente colonnello dell’esercito William Basciano, assistito da Marco Femminella, e del geometra del Comune di Montesilvano Salvatore Tasso, difeso da Ugo Di Silvestre, hanno chiesto di patteggiare rispettivamente 1 anno e sei mesi e 1 anno e sette mesi. Il pm Anna Rita Mantini ha dato il consenso e l’udienza in cui il gup dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta è stata fissata al 4 dicembre alle 10. Basciano e Tasso erano stati arrestati ai domiciliari nel luglio 2013 nell’inchiesta le cui indagini erano state condotte dalla Forestale e dalla Squadra Mobile e nata dalle confessioni dell’imprenditore Claudio D’Alessandro che aveva raccontato di aver pagato tangenti per ottenere appalti. L’imprenditore e anche altri avevano già patteggiato e, quindi, gli unici a seguire il rito ordinario restano Di Cristoforo e il direttore tecnico dell’Aca Lorenzo Livello. Di Cristoforo, Basciano e Tasso sono accusati di turbativa d’asta e di corruzione mentre a Livello è contestata la turbativa d’asta. (p. au.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

