Accampamenti tra vetri e rifiuti: com’è ridotta la zona del Mulino

Da punto di intrattenimento, con locali e divertimento, ad area abbandonata al più totale degrado E naufraga il progetto del Comune di riportarla all’antica vocazione: ci sono vincoli legati al fiume
MONTESILVANO. Tornano rifiuti, erba alta e degrado alla foce del Saline. L’area che sorge sulle sponde del fiume montesilvanese, al termine di via Maresca e proprio alle spalle della zona più turistica della città, sta pian piano ridiventano una giungla sporca e incolta come in passato. Appena un anno fa, nell’estate del 2020, l’amministrazione comunale era intervenuta con un importante intervento di riqualificazione dell’area demaniale dove in passato sorgeva un’attività di ristorazione, dismessa da tempo.
L’azione degli operai e delle ruspe avevano consentito alla zona di tornare ad avere un aspetto più decoroso e pulito, portando via circa 20 tonnellate di rifiuti, tra sedie, tavoli, pneumatici, mobili, giochi ed elementi di metallo di un campo da mini golf. Era stata rimossa anche una roulotte abbandonata da anni e utilizzata in più occasioni dai senzatetto. La speranza dell’amministrazione, come aveva dichiarato il primo cittadino Ottavio De Martinis al termine degli interventi, era quella di riportare l’area ai vecchi fasti per completare definitivamente la riqualificazione della zona dei grandi alberghi. «Il dirigente sta facendo tutte le dovute valutazioni», spiega oggi il primo cittadino, «perché nel frattempo sarebbero sorti dei vincoli dovuti al fatto che l’area si trova proprio a ridosso del fiume e che non consentirebbero determinate attività».
Un tempo, invece, era proprio in quest’area della città che si concentrava il divertimento dei montesilvanesi, dei turisti e di coloro che arrivavano anche dai paesi limitrofi per ballare e trascorrere piacevoli serate estive. Tutto si consumava all’ombra dell’insolito (per il territorio) ma estremamente caratteristico mulino del River side. Con gli anni i locali, però, hanno chiuso lasciando spazio all’abbandono e al degrado, rimosso l’anno scorso, ma che sta lentamente tornando. Tra la vegetazione incolta spuntano bottiglie di vetro rotte, sacchi dell’immondizia, lattine e anche un gran quantitativo di guaina dei tetti abbandonata proprio al centro dell’area ripulita. Pessime anche le condizioni in cui versa quel che resta della struttura di cemento che una volta ospitava bar e bagni e che oggi, almeno stando alle tracce al suo interno, sembra tornata ad essere un rifugio per senzatetto. Oltre a resti di cibo e di bevande, infatti, nella baracca ci sono anche stracci e vestiti. La situazione non migliora se, risalendo il fiume, si costeggia la strada che conduce al nuovo ponte sul Saline. Superata l’area che ospita il luna park, si incontra una montagna alta più di un metro composta da sterpaglie, potature e rifiuti. Una discarica che potrebbe rappresentare anche un rischio alla luce dell’incendio che un paio di mesi fa ha interessato proprio la foce del Saline mettendo a repentaglio le giostre che, per fortuna, non sono state raggiunte dalle fiamme grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco.

