Accertamenti sulla tassa rifiuti: spuntano 390 cittadini evasori

14 Dicembre 2020

La società Adriatica risorse ha passato al setaccio i versamenti della Tari effettuati negli ultimi 6 anni Già inviati gli avvisi di pagamento, l’amministrazione comunale conta di incassare 2,7 milioni di euro

PESCARA. L’emergenza Covid non ha fermato in questi mesi l’attività di controllo sulle tasse locali. Adriatica risorse, la società interamente comunale addetta alla riscossione dei tributi, ha effettuato migliaia di verifiche sulla Tari, l’imposta sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani. Dagli accertamenti effettuati sui pagamenti degli ultimi sei anni, sono emerse 390 posizioni irregolari. Ossia, contribuenti che non hanno versato per niente l’imposta, oppure hanno pagato meno del dovuto in base ad una dichiarazione infedele.
I controlli hanno riguardato esclusivamente la Tari degli anni 2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019. Non è detto, però, che i contribuenti pizzicati dagli accertatori siano tutti evasori. È probabile che ci siano in mezzo anche diversi contribuenti che hanno sbagliato, in difetto, a versare quanto dovuto ricorrendo, magari, ai conteggi fai-da-te.
Quello che è certo è che sono già partiti gli avvisi di accertamento indirizzati ai contribuenti non in regola con la richiesta di pagamento dell’imposta, maggiorata con sanzioni e interessi. Nel caso in cui i contribuenti dovessero essere convinti di aver già pagato quanto dovuto, dovranno fornire agli uffici spiegazioni valide in merito alla differenza tra quanto risultato dai calcoli degli uffici e quanto versato.
L’amministrazione comunale conta di incassare da questa operazione oltre 2 milioni e mezzo di euro. Più precisamente: 1.109.108 euro, di tributi non pagati; 1.664.286, di sanzioni; 12.010, di interessi; 52, di spese di notifica.
A rivelare l’esito degli accertamenti è un provvedimento firmato dal dirigente responsabile del Settore finanziario, nonché attuale capo di gabinetto ad interim Andrea Ruggieri, con cui si prende atto dell’esito delle verifiche e del dettaglio degli atti di accertamento e liquidazione notificati ai contribuenti dal primo gennaio all’11 novembre scorso. «Trattandosi di attività di recupero di evasione per omessa o infedele dichiarazione», precisa tuttavia il dirigente nel documento, «gli importi dovranno essere accertati in quanto relativi a contribuenti le cui utenze non erano incluse nei ruoli delle emissioni ordinarie».
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