Accoglienza ai migranti, è scontro
Centrodestra: diktat del gruppo #Montesilvano2019 al sindaco Maragno
MONTESILVANO. Lo scontro nella maggioranza di centrodestra passa anche attraverso l'accoglienza degli immigrati. Dopo la costituzione del nuovo gruppo #Montesilvano2019 e le richieste della nuova compagine di un rapido azzeramento della giunta, e dopo le dimissioni dell'assessore Paolo Cilli, su richiesta proprio del gruppo, ora i sei consiglieri (Anthony Aliano, Manola Musa, Stefano Di Blasio, Claudio Daventura, Lorenzo Silli e Alessandro Pompei) e il loro referente regionale, il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, mostrano perplessità sulla decisione del sindaco Francesco Maragno di scegliere un nuovo sistema di accoglienza degli immigrati. Non più centri di accoglienza straordinaria, come quello dell'Excelsior e dell'Ariminum, ma l'attivazione del sistema di protezione rifugiati e richiedenti asilo (Sprar) così da ridurre a 161, rispetto agli attuali 300 circa, i profughi accolti in città.
Sul tema però, Sospiri e il nuovo gruppo hanno delle richieste precise: «Chiediamo formalmente che la prefettura chiuda i due centri di accoglienza, le cui concessioni sono scadute il 31 dicembre 2016. Inoltre, chiediamo che le due strutture vengano formalmente escluse dalla gara, per restituire serenità a centinaia di residenti e a decine di operatori turistici».
Il nuovo gruppo e Sospiri si dicono, inoltre, perplessi sui costi dei progetti da realizzare con le associazioni del Terzo settore, pari a 2milioni 762mila euro, per attivare lo Sprar. «Sicuramente», commentano, «risulta difficile pensare che Montesilvano abbia pronti nel cassetto oltre 2,5 di euro da spendere per il mantenimento e la gestione di appena 161 profughi, ovvero almeno 17mila 155 euro a testa, praticamente lo stipendio annuale di un operaio medio».
Intanto, continuano le trattative in vista di un possibile rimpasto di giunta che, se non effettuato, potrebbe mettere a repentaglio la stabilità dell'amministrazione, soprattutto in vista dell'appuntamento con il bilancio. Sembra che il nuovo gruppo, in virtù della sua corposità, abbia chiesto più di un posto in giunta e la poltrona del presidente del Consiglio comunale, ora appannaggio di Forza Italia.
Intanto, proprio ieri sera, i fedelissimi del sindaco, consiglieri e assessori, si sono incontrati al Grand Hotel Adriatico per discutere dell'attuale impasse e per verificare la tenuta della maggioranza, anche se per il momento nulla è stato svelato sulle possibili trattative da avviare o meno con il nuovo gruppo. (a.l.)
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