Accoglienza ai profughi ucraini: in città il centro coordinamento

Su disposizione del prefetto, Pescara gestisce arrivi e controlli dal nuovo comando della Municipale La stazione di Porta Nuova diventa il primo approdo per chi è in fuga dalla guerra: il 60% sono minori
PESCARA. È il Comune di Pescara, su disposizione del prefetto Giancarlo Di Vincenzo, a coordinare l’accoglienza e l’assistenza ai profughi ucraini che arriveranno in provincia. Quelli che sbarcheranno in altri paesi del territorio saranno convogliati in città per effettuare le visite mediche, i tamponi e i vaccini anti Covid nella sede dell’ex stazione di Porta Nuova e per sbrigare le pratiche legate all’identificazione in questura, prima di raggiungere le destinazioni di alloggio, in albergo o da parenti e amici.
Quattro gli hotel, uno a Pescara, due a Montesilvano e uno a Città Sant'Angelo, che hanno dato la disponibilità all’accoglienza. Il coordinamento delle operazioni passerà attraverso il Coc (Centro operativo comunale) che dal museo Colonna è stato trasferito nelle sale ex Omni del nuovo comando della polizia municipale, in via del Circuito. Lo ha annunciato ieri mattina il sindaco Carlo Masci: «La prefettura ha assegnato al Comune di Pescara il coordinamento dell’accoglienza e dell’assistenza ai profughi dell’Ucraina per tutta la provincia di Pescara. Abbiamo attivato il Coc nel nuovo comando della Polizia municipale. La protezione civile e il mondo del volontariato sono già operativi, la Asl e tutte le forze dell’ordine sono a fianco a noi per la parte sanitaria e per gli aspetti legati alla sicurezza e all’immigrazione. Dopo la pandemia affrontiamo una crisi umanitaria di proporzioni bibliche, ma siamo pronti ad affrontare l’emergenza». Ieri mattina in città si sono riversati 63 profughi, tra cui molti bambini, che vanno ad aggiungersi ai flussi dei giorni scorsi. «Dopo i tamponi nella sede di Porta Nuova, e il check giudiziario per verificare eventuali, o dubbie, pendenze penali», ha spiegato l’assessore alla Protezione civile Eugenio Seccia, che coordina le operazioni di accoglienza con il sindaco, la polizia municipale e gli assessori alla Famiglia e al Sociale, Adelchi Sulpizio e Nicoletta Di Nisio, «sono stati rifocillati dai volontari della Caritas e poi dislocati nei vari punti di accoglienza. Oltre all’albergo Holiday di Pescara si sono aggiunti Excelsior e Promenade di Montesilvano», che hanno aderito alla convenzione per gli aiuti umanitari, «altri profughi hanno già raggiunto le famiglie di appartenenza. Avvieremo un censimento degli arrivi. Non sappiamo che tipo di flusso avremo nei prossimi giorni, ma siamo pronti ad accogliere tutti. Abbiamo aperto il Coc nella sede della polizia municipale, primo Comune in Italia ad attuare questo provvedimento, e i telefoni squillano in continuazione. Il personale sanitario, tre postazioni con medici e infermieri, è attivo nella sede di Porta Nuova, i volontari della Protezione civile sono reperibili anche di notte. Per ora i tamponi hanno dato esito negativo, i vaccini saranno effettuati al Fuksas o al baby hub di Porta Nuova». L’assessore Sulpizio annuncia che «sarà potenziato il numero degli assistenti sociali comunali che si occupano del benessere psicologico dei bambini. E precisa che dei 63 profughi giunti oggi (ieri ndc), 10 sono andati negli hotel, gli altri altrove. Il 60% è composto da minori. Trenta sono alloggiati all’Excelsior di Montesilvano, mentre i 39 ospiti dell’albergo Holiday di Porta Nuova da oggi saranno trasferiti al motel Amico di Città sant'Angelo, «dove potranno usufruire di colazione, pranzo e cena di cui attualmente si occupa la Caritas».
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