Accoltella la convivente per una lite

Giovane cubano arrestato dalla polizia in via Moro, al culmine di un’aggressione avvenuta sulle scale condominiali
PESCARA. È finita nel peggiore dei modi la serata di due conviventi che, dopo aver cenato a casa di un amico, hanno avuto una brutta discussione nel palazzo in cui vivono, in via Aldo Moro, e al culmine della lite lui l'ha aggredita e ha tentato di accoltellarla. È successo lungo le scale, sotto gli occhi dei figli, per cui i vicini di casa della coppia si sono accorti del trambusto e sono intervenuti, chiamando la polizia, che ha arrestato il capofamiglia, un cubano di 32 anni, per il reato di tentato omicidio.
A quanto pare l'uomo aveva bevuto un po' troppo, a casa di un connazionale, e la lite è scoppiata per questioni di gelosia. I due hanno alzato notevolmente la voce, nonostante in casa ci fossero il figlio della coppia di appena 4 mesi e un’altra figlia della donna, di dieci anni. Oltre a urlare e a prendersela con la convivente, che ha 38 anni, il cubano le ha anche messo le mani addosso, sferrandole un pugno. A quel punto lei deve aver pensato che sarebbe stato meglio allontanarsi da lì, mettersi in salvo, fuggire e attendere che la situazione si calmasse per cui ha raggiunto la porta ed è uscita e lui le è andato dietro, per acciuffarla e impedirle di cercare riparo altrove. Aveva un pugnale a disposizione, e lo ha tirato fuori dal fodero, che teneva bloccato ai pantaloni, dopodiché ha cominciato a sferrare colpi, nel tentativo di ferirla e punirla per chissà cosa. Lei si è difesa con le mani, ha cercato di proteggersi all'altezza dell’addome e ci è riuscita perché l'arma l'ha raggiunta alla mano, che la donna usava a mo’ di scudo.
A quel punto sono intervenuti i vicini di casa, richiamati dalla gran confusione notturna, e hanno placcato il cubano, nel tentativo di fermare la sua furia. Uno di loro ha anche afferrato al volo il coltello, per disarmare il 32enne, che nel frattempo aveva inserito la lama nel fodero. È stata avvisata la polizia e all'arrivo in via Moro gli agenti della squadra volante hanno trovato alcuni condomini che trattenevano a stento il cubano e uno di loro gli ha consegnato il coltello.
L'uomo aveva mani e indumenti sporchi di sangue e la custodia del pugnale era ancora infilata nella cintura dei pantaloni. La donna ha riferito i fatti agli uomini della volante, diretti da Dante Cosentino, spiegando come si è arrivati all'aggressione. Ha detto di essere stata colpita con calci e pugni al viso e all'altezza del petto e di aver cercato di schivare l'attacco dell'uomo, che si muoveva brandendo il pugnale. Proprio mentre lui cercava di colpirla è stata ferita a un pollice, ma le conseguenze potevano essere decisamente più gravi.
I poliziotti hanno ascoltato anche i testimoni, per appurare fatti e responsabilità, dopodiché nei confronti dei 32enne, che ha precedenti per reati contro la persona, è stato eseguito l'arresto. Il pm Paolo Pompa ha disposto il trasferimento in carcere. Anche il cubano, morso a un dito dalla compagna, è stato medicato in ospedale. Se la caveranno entrambi in pochi giorni.
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