Accoltellato in strada per 5 euro Lite per una dose di crack rubata

È un 42enne senegalese la persona colpita in via Lago di Capestrano: non è più in pericolo di vita L’aggressore è ancora in fuga: la squadra mobile passa al setaccio le immagini delle telecamere
PESCARA. Ha rischiato di morire per una dose di crack, valore di mercato 5 euro. Succede anche questo in via Lago di Capestrano, la strada che taglia il quartiere Rancitelli, ritrovo e meta dei tossicodipendenti. Il senegalese di 42 anni, accoltellato in strada a Capodanno, sarebbe stato punito per aver rubato soltanto qualche dose di crack: una coltellata per rimediare a un torto subito. Potrebbe essere questo il movente dietro la tragedia sfiorata: il 42enne è ancora ricoverato all’ospedale di Pescara con ferite al torace. Le sue condizioni, che inizialmente erano sembrate gravi e disperate, sono in miglioramento: la prognosi è di 30 giorni. Ma se la lama avesse affondato pochi millimetri in più l’uomo non avrebbe avuto scampo.
L’aggressore non si trova: dopo la “lezione” impartita al senegalese, è fuggito perdendosi tra le case popolari di Rancitelli. Potrebbe essere anche lui un africano che frequenta lo stesso ambiente, a partire dagli accampamenti abusivi dei palazzi ex Clerico in via Tavo. Questa la prima ipotesi presa in considerazione dalla polizia. Le indagini della squadra mobile, diretta dal dirigente Gianluca Di Frischia, vanno avanti senza sosta dalla serata di lunedì scorso quando un passante ha visto il senegalese disteso nell’aiuola invasa dalla spazzatura: gli investigatori sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell’accaduto, per individuare eventuali testimoni e sulla visione delle immagini delle videocamere di sorveglianza presenti in zona. Ma finora l’aggressore non ha un nome e un cognome e non ha neanche un volto.
Non è un mistero per nessuno che Rancitelli richiami tossicodipendenti, non soltanto di Pescara: lo conferma anche una relazione del ministero dell’Interno sui risultati della Direzione investigativa Antimafia che parla di Rancitelli come una piazza di spaccio di che movimenta «consistenti quantitativi di droga» ed è «notoriamente frequentata da numerosi assuntori provenienti da varie località dell’Abruzzo». I consumi di crack sono in crescita, è la droga dei fantasmi: costa poco ma provoca danni. E la relazione prosegue: «Anche nel territorio pescarese si conferma la presenza di sodalizi criminali albanesi e di etnia rom i cui principali interessi illeciti sono rivolti al traffico di stupefacenti». Sono loro i signori della droga che fanno affari. E il senegalese ferito potrebbe essere legato agli spacciatori della zona: potrebbe essere un “cavallo”, l’ultimo anello della catena dello spaccio.
L’accoltellamento è avvenuto nel cuore di Rancitelli: il 42enne è stato ferito lungo il marciapiedi ed è caduto all’interno di un’aiuola, nei pressi di un circolo privato. Da una parte e dall’altra, le case popolari che ospitano anche i negozi della droga. Non è una diceria: l’operazione “Giorno e notte” dei carabinieri, il 18 ottobre dell’anno scorso, ha smantellato tre piazze di spaccio con 12 arresti: la prima proprio in via Lago di Capestrano 104 e le altre in via Sacco 66 e in via Imele 23; e poi, durante due conferenze stampa organizzate dal candidato sindaco civico Domenico Pettinari per denunciare il degrado delle case popolari, è spuntata la droga: Pettinari ha scoperto l’esistenza di una stanza per consumare il crack nella soffitta del civico 15. A poca distanza c’è via Tavo con i brandelli del Ferro di cavallo: il cantiere per l’abbattimento è fermo a causa della presenza di una cabina dell’Enel da dismettere ma, con la recinzione crollata, i tossicodipendenti sono tornati a occupare i locali.

