Accordo con i “ribelli” Maragno salvo per 2 voti

22 Aprile 2017

Il bilancio passa dopo tre giorni di trattative. Decisivo il sì di #Montesilvano 2019 dopo la garanzia di veder escluso il Centro Trisi dalle destinazioni per immigrati

MONTESILVANO. Il sindaco Francesco Maragno porta a casa il bilancio di previsione per il rotto della cuffia, grazie alla stampella di Enea D’Alonzo, che si astiene in Commissione, e di Manola Musa (#Montesilvano2019). Con 13 voti favorevoli, gli stretti necessari all’approvazione della delibera, 4 astenuti (Aliano, Daventura, Silli e Pompei) e 4 contrari (D’Ignazio e il Movimento 5 Stelle), Montesilvano ha scongiurato il rischio del commissariamento dopo tre giorni di serrate trattative.

Trattative che hanno visto il sindaco e il gruppo dei “ribelli” sedersi intorno a un tavolo dopo due mesi di silenzio, e sottoscrivere un accordo politico che ha risanato, almeno in parte, la frattura creatasi in maggioranza e che, a febbraio, aveva portato alle dimissioni dell’assessore Paolo Cilli.

Il documento ruota intorno a 4 punti: la realizzazione di un polo commerciale su corso Umberto, con l’introduzione di una zona ciclopedonale tra viale Europa e via San Francesco, a traffico limitato nel fine settimana e rallentato (30 km/h) dal lunedì al giovedì, con lo stanziamento di 110 mila euro; l’affidamento di eventi e manifestazioni tramite avviso pubblico, prevedendo una posta di 90 mila euro; la riapertura delle procedure per l’individuazione di immobili da destinare allo Sprar per l’accoglienza dei profughi, confermando l’esclusione delle zone a vocazione turistica, commerciale e di rilievo pubblico; l’esclusione del Centro Trisi dalla destinazione in favore degli immigrati. Ed è proprio in virtù di tale accordo che #Montesilvano2019 ha deciso di garantire al sindaco quel tredicesimo voto determinante per il licenziamento del bilancio, sottolineando allo stesso tempo, con l’astensione degli altri 4 consiglieri presenti, che la pace è tutt’altro che fatta.

«Siamo parzialmente soddisfatti», dichiara il capogruppo Aliano. «Se da un lato abbiamo trovato un accordo su alcuni punti programmatici fondamentali, che ci hanno spinto a non rimandare a casa l’amministrazione, dall’altro resta aperto il capitolo del rimpasto di giunta». Il gruppo, che ribadisce di non aver mai chiesto poltrone, sottolinea la necessità di una riorganizzazione dell’esecutivo. Dopo aver superato lo scoglio del bilancio, quindi, per il sindaco si apre una nuova fase di trattative per riempire i due posti vacanti in giunta, probabilmente con il rientro di Cilli, e per sostituire un paio di assessori come auspicato da #Montesilvano2019.

E anche se il gruppo non ha mai fatto nomi in merito, appare evidente che la presenza dell’assessore Deborah Comardi non sia particolarmente gradita ai “ribelli”. Durante la seduta, infatti, i sei consiglieri hanno abbandonato l’aula, ignorando l’esponente della giunta nell’esposizione delle scelte rilevanti fatte dall’amministrazione - e poi ribadite dal primo cittadino - incentrate principalmente sullo Sprar, sul piano antiallagamento, sulla raccolta differenziata, sulla messa in sicurezza dell’ex discarica di Villa Carmine e sugli interventi di adeguamento sismico delle scuole.

Quanto alle minoranze, il Movimento 5 Stelle e il Pd sono riusciti a portare a casa alcuni emendamenti. Per i grillini: 10 mila euro per giochi inclusivi nei parchi, 5 mila euro per asfaltare le buche con un materiale più resistente, 20 mila euro per la segnaletica stradale, 15 mila euro per gli attraversamenti luminosi a led su via Vestina e 3 mila euro per l’acquisto di nuove fototrappole. Il Pd ha invece ottenuto 30 mila euro per il rifacimento di via Tamigi, 6.700 euro per l’allaccio della fibra in 4 scuole e 2.500 per l’acquisto di nuovi banchi.

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