Accordo governo-Regioni Il coprifuoco scatta alle 18

Ecco la bozza del nuovo decreto che sfida i contagi: oggi Conte dà il via ai divieti più pesanti Chiusure anticipate per tutte le attività, ultra 70enni a casa, ospiti vietati a pranzo e cena
Il Covid avanza e il Governo ricorre a nuove misure restrittive. Coprifuoco dalle 18, con chiusura di tutte le attività, serrata dei centri commerciali nel week end e nei festivi, didattica a distanza per le scuole medie e spostamenti tra regioni consentiti solo per motivi di salute e lavoro. In tre ore di confronto con i presidenti delle Regioni, ieri mattina, il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, e quello della Salute, Roberto Speranza, hanno analizzato i provvedimenti per contenere la diffusione del contagio da coronavirus, che finiranno dritti nel Dpcm annunciato per oggi dal premier, Giuseppe Conte.
La linea d'azione sarà univoca, senza "fughe in avanti" o decisioni unilaterali da parte degli enti locali. L'obiettivo è frenare la corsa del contagio ed evitare il ricorso ad un lockdown generalizzato, come accaduto a marzo.
OGGI IL DPCM. Il vertice tra amministratori e Governo centrale, a cui ha partecipato anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, proseguirà con un secondo incontro, previsto in mattinata, per trovare la quadra sull'indirizzo da seguire e prima della stesura del Dpcm, che potrebbe prevedere anche misure più "severe" rispetto a quelle annunciate. I governatori hanno chiesto una linea d'azione uniforme per tutta l'Italia rigettando l'ipotesi di lockdown locali, stabiliti sulla base dell'evoluzione della pandemia.
«Le regioni che hanno un indice Rt (di contagio) sopra la soglia», ha spiegato Marsilio, «anticipano di 4-5 giorni quelle che sono nella media e che si troveranno a breve nelle stesse condizioni. La situazione è preoccupante e simile ovunque: pertanto, abbiamo chiesto di assumere decisioni valide sull'intero territorio nazionale». Il virus non dà tregua e il Comitato tecnico-scientifico ha espresso «preoccupazione per la tenuta del sistema sanitario nazionale, se la curva dei contagi non dovesse rallentare entro pochi giorni».
STRINGERE LE MAGLIE. «Il documento dell'Istituto superiore di sanità e il sistema di monitoraggio che abbiamo condiviso con scienziati e Regioni ha una serie di ipotesi che devono scattare automaticamente», ha detto il ministro Boccia, «se un Rt supera un certo livello, alcune misure già previste dal piano che abbiamo condiviso e aggiornato insieme devono scattare in automatico».
Tra le undici regioni che hanno, al momento, un indice Rt (che descrive il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia), superiore a 1,5 figura anche l'Abruzzo. «Per scongiurare un nuovo lockdown generale», le parole del governatore Marsilio a margine della riunione, «è necessario intervenire in maniera decisa».
CHIUSURA DELLE REGIONI. Il premier Conte spinge per la chiusura, le Regioni frenano: è questo il tema più delicato del nuovo Dpcm, per l'impatto economico che potrebbe avere sui diversi territori.
Meglio bloccare gli spostamenti con qualche settimana d’anticipo rispetto alle festività natalizie, secondo il Governo, che dover correre ai ripari con una chiusura totale in prossimità del Natale. Intanto, l'asticella si alza, con altri provvedimenti restrittivi, che troveranno posto nel Dpcm e che sono stati discussi ieri.È il caso della chiusura anticipata di tutte le attività commerciali alle 18, non più solo ristoranti, bar e locali di somministrazione, con il divieto di spostamento e circolazione, e lo stop a ipermercati e centri commerciali, la domenica e nei festivi, e all'utilizzo di macchinette da gioco nelle tabaccherie.
COPRIFUOCO SERALE. Saracinesche dei negozi abbassate alle 18 e tutti a casa dalle 20, senza possibilità di uscire fino alle 6 del mattino, tranne che per motivi di lavoro o di salute.
Un coprifuoco sul modello di quello austriaco, per contenere gli spostamenti. Il cammino verso nuove chiusure è avviato, a tappe serrate, e riguarderà alcune categorie, tra cui gli anziani, con la previsione di misure specifiche come il divieto di uscire per gli over 70, soglia che potrebbe essere elevata a 75 anni in sede di discussione del testo. Divieto assoluto, inoltre, di accogliere ospiti in casa (nel Dpcm del 25 ottobre era stata data come raccomandazione) e rafforzamento della rete di alberghi e strutture ricettive da trasformare in Covid- hotel, per accogliere positivi asintomatici che non possono restare nella propria abitazione.
DIDATTICA A DISTANZA. Marsilio ha anticipato i tempi firmando, il 26 ottobre scorso, l'ordinanza che ha introdotto la didattica a distanza per le scuole superiori di secondo grado e le università. Come lui, altri governatori. Nella riunione con il Governo è stata ipotizzata la possibilità di estendere la didattica on line anche alle scuole medie, iniziando dalle terze classi, e di portare al 100% la quota di dad negli istituti superiori.
Un provvedimento che consentirebbe di alleggerire ulteriormente i trasporti pubblici, considerati dagli esperti del Comitato scientifico, uno degli anelli deboli della catena del contagio.
ABRUZZO SATURO. «I nostri ospedali hanno saturato la capacità di assorbimento dei malati. I posti nei reparti di Malattie infettive sono finiti, dobbiamo prendere decisioni dolorose e sottrarre spazi di cura ad altre patologie per dedicarli a persone che, altrimenti, come già accade, rimangono sulle ambulanze», ha, poi, detto Marsilio intervenendo alla trasmissione "I numeri della pandemia", su SkyTg24, «la situazione è molto critica, perché in Italia abbiamo tutti difficoltà ad ospedalizzare altri malati. Purtroppo sono state fatte scelte sbagliate che ci hanno messo in condizione, a ottobre, di non essere pronti. Abbiamo decine di posti di terapia intensiva e di sub-intensiva, ma per quattro mesi non ci hanno fatto fare i lavori per realizzarli. Quando arriveranno, dopo Natale, sarà tardi e comunque la nostra capacità di resistenza attuale si sta già esaurendo», l'allarme lanciato. «Stiamo facendo i salti mortali per dimezzare i tempi», ha concluso, «da maggio si sa che sarebbe arrivata la seconda ondata e che l'autunno sarebbe stato il periodo più delicato. Siamo arrivati a novembre senza le strutture che servivano perché abbiamo perso quattro, cinque mesi a causa della burocrazia. Adesso paghiamo tutto questo».

