«Accorpamento reparti, subito un vertice»
Penne, la Fials chiede l’intervento del prefetto: Geriatria, Medicina e Cardiologia unite dal 1° giugno
PESCARA. Il segretario regionale del sindacato Fials, Gabriele Pasqualone, chiede al prefetto Francesco Provolo la convocazione di un incontro con Asl Pescara, Regione Abruzzo e Comune di Penne per discutere della decisione di accorpare nel periodo estivo i reparti dell'area medica del San Massimo.
«Il provvedimento del direttore sanitario Rossano Di Luzio cerca una giustificazione nella carenza di personale medico e infermieristico in previsione delle ferie estive. Tutto il personale si è detto però disponibile a una fruizione concordata e parzialmente differita delle ferie estive in modo da assicurare gli attuali livelli di assistenza», ha sottolineato Pasqualone. Dal primo giugno prossimo al 30 settembre, il San Massimo avrà un'area medica con soli 30 posti letto e i ricoveri in eccesso saranno dirottati altrove.
Anche il consigliere regionale dei cinque stelle, Domenico Pettinari, ha commentato negativamente la disposizione decisa dal direttore sanitario del San Massimo, Di Luzio, di accorpare dal primo giugno al 30 settembre l'area medica (Geriatria, Medicina e Cardiologia) del presidio pennese e consentire al personale di andare in ferie.
«La cosa che più preoccupa», ha detto Pettinari, «è che questa possa essere una prova generale per una chiusura definitiva e non temporanea. Allarmante anche l’invito a recarsi in strutture esterne accreditate, tra cui anche le cliniche private. Dunque, ci troviamo davanti a un ospedale pubblico che invita i pazienti ad andare in strutture private. Siamo fuori da ogni buona logica. Già mesi fa avevamo denunciato la mancata accettazione per i codici rossi nel pronto soccorso, oggi un altro triste capitolo per un ospedale che temiamo vada verso l’inesorabile chiusura. Per M5S, il presidio di Penne è in una posizione che lo rende necessario: la zona è limitrofa a località montane, a una grande area interna ed è lontano da altri presidi ospedalieri come Pescara o Chieti, una distanza che in alcuni casi può rappresentare la differenza tra la vita e la morte di un paziente. L’Abruzzo ha bisogno di una sanità che guardi al territorio regionale come un’unica area su cui garantire un servizio efficace e fruibile, senza pensare a ingiustificati tagli e mastodontiche strutture in aree già servite», ha chiosato Pettinari.
Si uniscono al consigliere regionale anche i consiglieri comunali di Penne Luca Falconetti, Paola Maria Duttilo e Maurizio Fidanza. «Al di là delle promesse fatte un anno fa in campagna elettorale e durante i primi 11 mesi della nuova amministrazione comunale di Penne», hanno detto, «nulla è cambiato rispetto al passato. A differenza dei comuni della Val Pescara, i sindaci dell'area vestina, in primis quello di Penne, non si stanno battendo per salvare il nostro ospedale da un continuo e vergognoso smantellamento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

