Accuse tra candidati sindaco «In lista figli e transfughi»

Al primo confronto pubblico fra De Martinis, Fidanza e Panichella volano gli stracci A Porto Allegro presentate le diverse posizioni sui progetti, priorità a Nuova Pescara
MONTESILVANO. Si scaldano i toni della campagna elettorale montesilvanese. Dopo un periodo iniziale di calma apparente, caratterizzato da settimane in cui il rispetto per l’avversario e la presentazione dei programmi elettorali sono stati protagonisti, il primo confronto pubblico tra i candidati sindaci di Montesilvano ha acceso gli animi dei concorrenti alla carica di primo cittadino.
Accuse dirette, frecciatine velate, botta e risposta serrati, conditi dagli applausi delle rispettive claque, hanno appassionato, ieri pomeriggio, il pubblico presente all’interno del centro di intrattenimento Porto Allegro. Per circa un’ora e mezzo, i candidati Enzo Fidanza (Pd, Anno Zero), Raffaele Panichella (Movimento 5 Stelle) e Ottavio De Martinis (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Montesilvano in Comune) – in ordine di intervento – hanno risposto alle domande del giornalista Paolo Minnucci sui diversi temi al centro di questa campagna elettorale, dimenticando a tratti l’aplomb dimostrato nei primi tre confronti televisivi.
In particolare, al centro di un fuoco incrociato è stato De Martinis, soprattutto in virtù del suo ruolo di amministratore uscente, accusato da Fidanza e Panichella per quanto non fatto in questi cinque anni dall’attuale amministrazione di centrodestra, ma anche per via dei diversi transfughi confluiti nelle sue liste. Anche il vicesindaco uscente, però, ha risposto per le rime, mettendo in luce alcuni punti deboli degli altri candidati: l’origine non montesilvanese dell'aspirante sindaco e la presenza di un candidato ex Margherita nella lista sul fronte 5 Stelle, e l’appoggio dell’Udc all’ex giunta Di Mattia, quanto non fatto nei 18 mesi di amministrazione e il rinnovamento del Pd attraverso la candidatura dei figli di politici noti, all'indirizzo del centrosinistra. Non sono mancate, tuttavia, parole sui temi principali della città dal momento che i candidati hanno comunque avuto l’occasione di illustrare alcuni punti dei rispettivi programmi elettorali, di presentare la composizione delle liste a loro supporto e di esprimere il proprio punto di vista su argomenti cruciali come la Nuova Pescara, l’astensionismo e le priorità della città. Prima dell’ultimo appello al voto, i candidati hanno risposto anche a una domanda del Centro orientata a conoscere la logica sulla quale baserebbero la scelta dei componenti della giunta in caso di vittoria. «Daremo vita a una squadra composta da 3 o 4 assessori esterni selezionati sulla base delle loro competenze», ha evidenziato Fidanza, «a cui si aggiungeranno altri elementi nel rispetto delle forze che compongono la coalizione. Ricordo, infatti, che il consigliere comunale si vota, l’assessore no. Questo perché non sempre il risultato elettorale va di pari passo con la competenza in un determinato settore».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Panichella. «Sposo appieno il pensiero di Fidanza: anche noi abbiamo persone competenti che ci aiutano nell’ombra e sulle quali contare. Aggiungo che noi abbiamo una sola lista fatta da persone che non hanno le mani legate e quindi non dobbiamo nessun debito da pagare. Inoltre, siamo già pronti anche per creare uno staff composto da almeno due esperti in progettazione europea».
Leggermente diverso, invece, il punto di vista di De Martinis. «Con voi sarò sempre sincero e anche in questa occasione non posso essere ipocrita. Il risultato elettorale sicuramente ci darà delle indicazioni per quanto riguarda la composizione della giunta. Ma nel caso in cui dovessero mancare delle specifiche competenze in alcuno dei settori più strategici per la città, siamo pronti a ragionare sulla presenza di esperti».

