Acerbo, la fotografia che colpisce

Lo scatto sulla speciale barella è la testimonianza della lotta al virus
PESCARA . Uno scatto che racconta la malattia e che deve servire anche da monito a tutti quelli che continuano a sottovalutare il virus, non rispettando quelle regole che aiutano a prevenire il contagio. Una foto pubblicata sulla pagina Facebook del segretario nazionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, da tredici giorni ricoverato all’ospedale Covid di Pescara, suscita la reazione di tutti coloro che hanno avuto l’occasione di vederla. In sei ore l’immagine ha fatto il giro del web: 1.950 like, 364 commenti e 293 condivisioni.
È così che la testimonianza del politico diventa un nuovo appello a prestare attenzione. «Poco fa mi hanno portato a fare un’altra tac. Quella che vedete nella foto è la barella contenitiva indispensabile per trasportare dentro l’ospedale i pazienti del reparto Covid», è il racconto di Acerbo a corredo dell’immagine postata. «Il dottor Parruti mi ha detto che mi tocca pazientare perché il virus potrebbe tornare all’attacco dei polmoni. Faccio terapia sperimentale con Tocilizumab. Due punture sulle cosce. L’effetto dovrebbe durare quattordici giorni. Dal letto 4 del reparto Covid di Pescara per ora è tutto».
I suoi post colpiscono e raggiungono l’obiettivo. Ecco cosa scrive un utente commentando la foto: «Grazie! Spero arrivi a più persone possibili il tuo reportage quotidiano fatto di immagini oltre che di parole! È una campagna di sensibilizzazione efficace». Tra i commenti c’è anche quello del teatino Giustino Zulli, ex leader sindacale della Cgil: «Questa foto dovrebbe essere mostrata a tutti quei fregnoni che pensano di essere invulnerabili, che ritengono di poter andare in giro senza la mascherina che protegge dall’essere infettati o che impediscono di infettare altri, a tutti i negazionisti che, in Italia e altrove, hanno irresponsabilmente manifestato in varie piazze senza le mascherine», scrive. «Purtroppo il virus ha circolato e fatto le sue vittime, circola ancora e rischia di fare altre vittime e anche di coinvolgere persone serie e rispettose delle regole come Maurizio».
La speranza è che simili foto smuovano le coscienze di tutti in un periodo in cui la prevenzione resta l’arma migliore per combattere il virus. (a.s.)

