Acqua, bollette fino a 6mila euro «Il pasticcio dei contatori Ater»

Battaglia del vice presidente del consiglio regionale Pettinari con le associazioni dei consumatori: «Stanno arrivando importi esorbitanti relativi al periodo tra il 2007 e il 2018: ma sono stati già pagati»
PESCARA. Bollette dell’acqua dagli importi esorbitanti risalenti al periodo tra il 2007 e il 2018 recapitate agli inquilini delle case Ater di Pescara che, però, hanno già regolarmente pagato l’acqua consumata. È la situazione paradossale in cui si sono ritrovati centinaia di inquilini degli alloggi popolari, messa in luce dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Domenico Pettinari.
LA STANGATA Questa mattina il vicepresidente del consiglio regionale, affiancato dai referenti delle associazioni di tutela dei consumatori, Giovanni D’Andrea e Ciriaca di Prospero per Codici e, per Adiconsum, Alberto Corraro, insieme a una rappresentanza di residenti nelle case Ater di via Rigopiano, mostrerà le bollette che diverse famiglie si sono viste recapitare negli ultimi tempi e che si aggirano tra i 2 mila e i 6 mila euro. Cifre da capogiro, che hanno fatto sprofondare i destinatari in uno stato di ansia per eventuali azioni legali da parte dell’Ater. «Fino al 2007», spiega Pettinari, «i contatori idrici delle palazzine Ater erano tutti centralizzati. Il contratto era stipulato tra Aca e Ater. La prima mandava le bollette alla seconda, la spesa veniva ripartita in base ai millesimi e gli inquilini assolvevano al pagamento direttamente con l’Ater». Ma dal 2007 le cose sono cambiate. I contatori centralizzati sono stati disattivati, sono state installate singole rastrelliere per ciascun appartamento e gli inquilini hanno iniziato a pagare le bollette direttamente all’Aca. «Nonostante la dismissione dei vecchi contratti, l’Aca ha continuato a inviare le fatture per l’addebito dei consumi idrici degli immobili all’Ater, afferenti il periodo di consumo dal primo gennaio 2007 al 31 dicembre 2018», scrive Pettinari in un’interpellanza indirizzata al consiglio regionale, per provare a fare chiarezza sulla vicenda. Pur avendo tutti i pagamenti a norma, legati alle bollette singole, in tanti si sono visti recapitare altri avvisi di pagamento. «È un dramma vero che colpisce 600-700 famiglie», afferma Pettinari. «Molti sono disperati. Hanno tentato di tutto, tra avvocati e associazioni dei consumatori. Temo che sia solo una prima batosta, ci sono tanti contatori centralizzati rimasti al loro posto. Il rischio è che potrebbero arrivare altre richieste di pagamento».
IL MAXI DEBITO L’Ater avrebbe maturato un debito nei confronti dell’Aca per una cifra che in principio era stata quantificata in 892mila 542 euro, salvo poi essere ridimensionata con un atto di transazione a 590mila euro. Da novembre 2021 è partito l’invio agli utenti intestatari degli alloggi degli avvisi di pagamento per il recupero delle somme.
ALLACCI ABUSIVI Secondo Pettinari, alla base di quello che «l’Ater definisce un disallineamento tra contatori centralizzati e autonomi ci sarebbero gli allacci abusivi. I contatori centralizzati non dismessi hanno continuato a segnare i consumi», continua il pentastellato, «che spesso sono risultati superiori a quelli registrati dai singoli inquilini con le rastrelliere autonome. Con ogni probabilità l’eccesso è legato agli allacci abusivi. Questo significa che le persone oneste si trovano a pagare doppiamente per colpa dei furbi. Finché non verrà fatto un censimento sulla regolarità degli inquilini, si rischia che questa cosa non si risolverà, considerando che alcuni contatori centralizzati non sono stati dismessi perché non tutte le utenze sono registrate».
LE ALTRE RICHIESTE Nell’interpellanza, il consigliere chiede alla Regione di verificare in quali date l’Ater ha ricevuto le fatture dell’Aca e per quali periodi; se sono fatture annuali o conguagli e i motivi per cui nonostante l’attivazione dei nuovi contratti con gli inquilini dei singoli alloggi, l’Aca ha continuato a emettere le fatture riferite ai consumi dei centralizzati. Un’altra richiesta riguarda, «le azioni che la giunta regionale intende porre in essere al fine di aiutare gli intestatari degli alloggi a risolvere la problematica del pagamento cumulativo di 12 anni di consumo, trattandosi di cittadini che versano più di altri in una condizione economica fragile».

