«Acqua del Tirino, salta la concessione al Comune»

Bussi, il consigliere M5S Pettinari denuncia scelte poco chiare nell’operazione «Incongruenze anche nell’acquisto delle aree di proprietà della Solvay»
BUSSI SUL TIRINO. «Ci sarebbero delle incongruenze nell’atto di acquisto da parte del Comune di Bussi per le aree di proprietà della Solvay». Il documento, del 24 maggio scorso, è stato preso in esame dal consigliere regionale M5S Domenico Pettinari, che punta il faro sulle operazioni che hanno determinato i rapporti tra Solvay e amministrazione comunale, sull’acquisto da parte di quest’ultima delle aree all’interno del Sin Bussi, relative alla bonifica.
«Leggendo l'accordo di programma», spiega Pettinari, «sottoscritto nel 2017 tra il ministero dell'Ambiente, la Regione, il Comune di Bussi e la Solvay, relativo alla procedura ad evidenza pubblica per l'affidamento della progettazione esecutiva ed esecuzione degli interventi di bonifica delle aree esterne Solvay di Bussi sul Tirino, notiamo che al comma 4, dell'articolo 2 (Passaggio di proprietà delle aree Solvay), è riportato : “il passaggio di proprietà delle aree Solvay non potrà in alcun caso avvenire in caso di mancata aggiudicazione della procedura di gara, nonché in caso di mancata stipula del contratto”». «E il contratto», aggiunge, «sembrerebbe proprio mancare, non essendo stato ancora firmato, così come dichiarato dallo stesso sindaco del Comune di Bussi sul Tirino nella sua missiva dell’11 luglio scorso, (protocollo numero 4245) inviata al ministro Costa, dove si legge chiaramente, tra le altre cose: “Inoltre non è stato ancora nominato il direttore dei lavori, non è stato ancora sottoscritto il contratto con la società aggiudicataria e non è avvenuto il trasferimento delle risorse disponibili nella contabilità speciale numero 3911 all’uopo istituita».
Un aspetto che, a suo dire, violerebbe quanto previsto dall’accordo tra ministero, Regione e Comune che, di fatto, non avrebbe dovuto permettere al Comune di Bussi di poter procedere a sottoscrivere l'atto di compravendita. «Esortiamo il sindaco a fare chiarezza su questo aspetto», dice.
A questo dubbio si aggiunge quello relativo ad alcune particelle catastali che, se pur presenti nell'atto di compravendita firmato tra la Solvay e il Comune di Bussi, non risulterebbero comprese nell'allegato C dell'accordo di programma.
«È importante sottolineare», continua Pettinari, «che il Comune di Bussi ha tutto il diritto di riprendersi quanto negli anni è stato levato, anzi, crediamo che un’ulteriore occasione persa si riscontri nell'ultimo atto di concessione della derivazione di acqua ad uso idroelettrico del fiume Tirino nel territorio del Comune di Bussi, emanato da Regione. Infatti, a seguito della concessione della derivazione di acqua ad uso idroelettrico, qualcosa non torna: il Comune di Bussi, in data 10 novembre 2016, con nota numero 90919, ha manifestato il proprio interesse per lo sfruttamento della risorsa idrica presente nel proprio territorio».
«Una richiesta», conclude, «nel pieno delle funzioni in quanto il Comune, in caso di nuova assegnazione, poteva beneficiare di uno speciale diritto di prelazione per interesse pubblico. Una richiesta, però, apparsa carente sia nei contenuti che nelle modalità di presentazione, tanto che la Regione ha invitato il Comune di Bussi a presentare un'integrazione. Integrazione che non è mai arrivata, come si evince dalla stessa Determinazione di assegnazione, lasciando di fatto che la concessione venisse assegnata ad una società privata, estromettendo lo stesso Comune di Bussi da qualsivoglia futura possibilità di utilizzo della risorsa acqua per uso idroelettrico.
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