Acqua, il caldo aumenta i consumi Rubinetti a secco anche in centro
Brandelli, presidente dell’Aca, conferma: «Il livello delle sorgenti si è abbassato ulteriormente» E si appella ai Comuni: serve responsabilità, subito le ordinanze per evitare utilizzi inappropriati
PESCARA. Il bilancio dell’emergenza idrica si fa sempre più pesante. Oltre ai disagi derivanti dalle chiusure notturne dei serbatoi già programmate dall’Aca, che producono effetti in determinate zone della città e della provincia, si registrano problemi anche altrove, in porzioni del territorio che dovrebbero uscire incolumi da questo lungo periodo critico. «Resta la scarsità di risorsa», cioè c’è pochissima acqua, come accadeva già nelle scorse settimane e come accade anche oggi. E se i rubinetti sono a secco anche in altre zone, rispetto a quelle che rientrano nella pianificazione dell’Aca, è perché «il livello si è abbassato ulteriormente», alle sorgenti, dice Giovanna Brandelli, presidente dell’Azienda consortile acquedottistica. E poi c’è da tenere conto che «con questo caldo è aumentato il fabbisogno», per cui rispetto ai giorni scorsi si usa ancora più acqua, nonostante ce ne sia poca. «Siamo al di sotto del fabbisogno» e l’Aca sta «correndo» per mettere a disposizione una soluzione. «A fine giugno sono cominciati, a Bussi, i lavori per aumentare l’acqua che preleviamo dall’acquedotto Giardino, che attinge alla sorgente più grande d’Abruzzo, e che ci consentiranno di rendere fruibili altri 200 litri al secondo. L’intervento, che era stato programmato dall’anno scorso ma che è stato rallentato da una serie di lungaggini burocratiche (visto che l’area interessata, a Bussi, è inserita nel Sin), sta andando avanti, e si punta ad accelerarlo. Stiamo valutando di realizzare degli allacci provvisori, per effettuare almeno dei prelievi parziali, che comunque potrebbero portare dei benefici» ma una valutazione sulla fattibilità di questo tipo di lavoro sarà possibile solo man mano che procede l’intervento e comunque i primi risultati, in termini pratici, non si vedranno prima di Ferragosto, volendo ipotizzare una data approssimativa.
Nel frattempo «continuiamo a comprare oltre cento litri di acqua al secondo dal Ruzzo», spiega sempre Brandelli. L’Aca assicura il proprio impegno, ribadendo la portata del problema, ma chiede quello degli altri. «Sono stata nei consigli comunali per cercare di sensibilizzare le comunità sulla crisi idrica», spiega Brandelli facendo notare che il problema non è nuovo ma «si ripete per il secondo anno consecutivo» e non si limita a questa zona ma va ben oltre, visto che «la crisi idrica è regionale». Eppure, fa notare, nonostante la gravità di quanto sta accadendo e nonostante l’opera di sensibilizzazione, «ci sono ancora dei Comuni che non hanno emesso un’ordinanza per scoraggiare l’uso improprio dell’acqua potabile», e il riferimento è a chi usa ancora l’acqua del rubinetto per innaffiare giardini, prati o orti oppure per lavare i veicoli o il cortile. «Si deve essere responsabili tutti», conclude Brandelli ricordando che l’Aca interviene con le autocisterne in favore di chi si ritrova con l’impianto dell’autoclave vuoto (ma gli impianti devono essere di una certa portata). Intanto le chiusure notturne dei serbatoi proseguono non solo a Pescara e Chieti, i due capoluoghi di provincia interessati, ma anche in molti comuni dell’entroterra. E si fanno sentire, per quanto riguarda l’irrigazione, pure i disagi derivanti «dalle chiusure, in molte zone, del Consorzio di bonifica Centro».

