Acqua, l’emergenza non cessa: i cittadini minacciano denunce

20 Ottobre 2021

Fino al 25 ottobre nuovo calendario di riduzioni e chiusure. Disagi anche nelle zone non indicate In centro e lungo la Tiburtina rubinetti a secco dalla mattina alla sera. «È così da giugno, ora basta»

PESCARA. L’estate è finita, ma l’emergenza idrica no. Continuano le chiusure e le riduzioni programmate dall’Aca di settimana in settimana e aumenta, di pari passo, l’esasperazione dei cittadini: non solo quelli delle zone interessate e indicate dall’Azienda consortile acquedottistica che serve 64 Comuni, compresi alcuni del Teatino, ma anche i residenti in altre aree della città. Un incubo che si ripete uguale all’anno scorso, quando a novembre ancora perdurava l’emergenza, motivo per cui i cittadini sono ormai esasperati, tra taniche da riempire giornalmente e bottiglie di minerale in fila sui mobili.
Le segnalazioni del disservizio arrivano anche dalla zona del centro, normalmente non segnalata dai calendari delle chiusure e delle riduzioni. Anche l’ultima tabella Aca, valida fino a lunedì 25 ottobre, non cita il centro, mentre indica le chiusure idriche a Pescara nel quartiere Fontanelle (Colle Santo Spirito, San Donato, via Caduti per Servizio, via Ventre D’Oca) dalle 22 alle 6 di domani e domenica 24 ottobre e le riduzioni ai Colli (Strada Colle Scorrano e Strada Colle di Mezzo e relative traverse), dalle 22 alle 6 di domani, sabato 23 e lunedì 25 ottobre.
E se negli ultimi giorni sono diminuiti i Comuni interessati da razionamenti e chiusure dell’acqua (dai 41 dei primi di ottobre agli 11 di oggi), coinvolgendo oltre a Pescara, anche Catignano, Cepagatti, Città Sant’Angelo, Nocciano, Pescosansonesco, Pianella, Pietranico, Rosciano, Tocco da Casauria e Torre de’ Passeri, la mappa dei disagi resta sempre la stessa.
A Pescara, segnalazioni arrivano dalla zona Tiburtina e dal centro cittadino, dove al contrario di Fontanelle e della zona dei Colli, l’acqua manca per tutto il giorno e torna di notte, dopo le 22.
È il caso segnalato da Alessandro D’Andrea, ingegnere residente in via Ravenna, in pieno centro, con moglie e due bambini: dallo scorso giugno rimangono a secco ogni giorno dalle 8 alle 22.
E adesso il cittadino minaccia «una denuncia penale per interruzione di pubblico servizio nei confronti dell’Aca» e «l’avvio di una petizione per contro il pagamento delle bollette, perché è indegno pagare un servizio che non c’è». E D’Andrea spiega: «La situazione ormai è insostenibile. Da giugno, la mia famiglia e io non facciamo altro che riempire i secchi da utilizzare per lo sciacquone e la vasca. Oltre alle 32 bottiglie di minerale in fila sugli scaffali usate per cucinare e lavarci le mani».
E i disagi sono quotidiani: «Quando uno dei nostri bimbi torna dall’allenamento di calcio alle 20, per farsi la doccia deve aspettare fino alle 23. A volte si addormenta e dobbiamo svegliarlo per non farlo dormire sudato e sporco. Pure le lavatrici e i pavimenti dobbiamo lavare di notte».
I coniugi D’Andrea, che vivono al primo piano dello stabile, stanno pensando a installare un’autoclave, ma devono fare i conti con problemi strutturali. Intanto, fanno presente di aver «contattato l’Aca una cinquantina di volte in questi mesi per chiedere quando finiranno le chiusure, e dall’Azienda ci rispondono che in centro non ci sono chiusure. E allora perché di giorno, da quattro mesi, a casa continua a mancare l’acqua? ». Domanda che il Centro ha provato a girare ai vertici dell’Aca, contattati più volte senza ricevere risposta.