Acqua, ora si interviene sulla rete

Maxi guasto riparato. Ora l’Aca punta a rinnovare le condutture: chiesti 13 milioni
PESCARA. È stata riparata la condotta che si è rotta due giorni fa in via Tirino e che ha lasciato a secco per tutta la giornata di mercoledì e parte della notte, 30mila utenze, tra abitazioni, attività commerciali, carcere e scuole, strutture poi rifornite dall'Aca con le autobotti.
Il danno ha provocato la fuoriuscita di molti litri d'acqua sulla strada, che è stata riasfaltata e riaperta nel pomeriggio di ieri, con rallentamenti davanti al Tribunale. L’intervento, avviato all'alba di mercoledì e terminato all’1.30 di notte, costato all’Aca 10mila euro, ha impegnato una squadra di 10 operai, ruspe, saldatrici ed escavatori per raggiungere una profondità di due metri, oltre ai camion per smaltire i fanghi.
I lavori sono stati seguiti dall'ingegner Lorenzo Livello, dirigente Aca, che annuncia novità importanti nella riqualificazione delle reti idriche del comprensorio. L’Aca conta di ottenere «13 milioni di fondi Pnrr per ingegnerizzare le reti di Pescara, Montesilvano, Francavilla, Chieti, Città Sant'Angelo e Silvi, per ridurre o azzerare le perdite con sistemi intelligenti di controllo della pressione dell'acqua». Ieri mattina alle 4, fa sapere l’Aca, «sono state completate le manovre di riapertura dell’acqua in distribuzione» ad abitazioni, carcere e scuole della zona (che ieri sono state chiuse dal Comune) «e la messa in sicurezza del cantiere».
«L’intervento all’adduttrice Pescara ovest», spiega Livello, «è stato piuttosto complesso in quanto, a seguito della lesione della condotta di ghisa risalente agli anni ’60, è stato necessario preparare un pezzo speciale di riparazione per una lunghezza di circa 1,5 metri». Il dirigente Aca rivela che «sono migliaia, ogni anno, le perdite, il 50% in linea con la media nazionale, alle condutture obsolete sui 61 Comuni» dell'azienda acquedottistica «molte delle quali silenti, che vanno a finire nelle fognature» e che non emergono come invece accaduto in via Tirino.
«Da anni scandagliamo le strade e i territori con i geofoni», prosegue il tecnico, «strumenti acustici che servono per rilevare la potenza dell’acqua nel sottosuolo e che consentono di capire dove effettuare le riparazioni o sostituzioni delle reti. L’Aca spende ogni anno 6milioni di euro per le manutenzioni, spesso difficoltose, perché quando scaviamo incappiamo in una serie di sottoservizi, fibre ottiche, gas, telefonia, che ci complicano gli interventi».
A Pescara sono 400 i chilometri di rete idrica, 4.600 nel comprensorio Aca. Due le adduttrici principali, entrambe partono dal piezometro di Colle Pineta. L'una, di ghisa, attraversa via Tirino e si dirama verso via Lago di Campotosto, via Aterno, via Tavo per alimentare Villa del Fuoco; l'altra, di cemento, attraversa via d'Annunzio, via Chieti, Corso Vittorio per risalire verso i Gesuiti.
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