Acqua termale risorsa per la salute
Esperti a confronto per parlare dell’utilizzo delle terme in campo sanitario
CARAMANICO TERME. L'acqua termale come risorsa, fondamentale per il mantenimento della salute e, nello stesso tempo, il contenimento della spesa sanitaria. È il principio ribadito all’Auditorium Petruzzi di Pescara nel corso di un convegno-seminario che si è svolto ieri.
È stato il sottosegretario alla presidenza Mario Mazzocca, con delega al termalismo, a spiegare come la Regione sia «pronta ad un sostegno alla sperimentazione che possa valorizzare il termalismo abruzzese». Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha detto, «la medicina termale è una delle più antiche forme di terapia dell’Occidente e in tal senso è da considerarsi una medicina tradizionale». In quest’ottica, le "Thermae", quale complesso integrato di risorse naturali, di strutture e di servizi, possono essere il «punto d’incontro tra diverse forme di cultura medica finalizzate non solo alla terapia e alla riabilitazione ma anche al mantenimento della salute». Massima attenzione al tema anche da parte dall'assessore alla Sanità Silvio Paolucci, il quale ha ascoltato le relazioni scientifiche che hanno supportato la nuova strategia disegnata a livello ministeriale. Tra queste, il contributo del professor Valter Santilli dell'Università La Sapienza di Roma, che ha analizzato gli obiettivi indicati dal Ministero, cioè l’integrazione fra le strutture termali e sanitarie, spiegando come la riabilitazione condotta nelle strutture termali possa non determinare un maggior successo e benessere sul paziente e una significativa diminuzione dei costi di ospedalieri. Francesca Falossi, specialista in Medicina fisica e riabilitativa, ha illustrato come queste attività siano già state collaudate al centro di riabilitazione motoria delle Terme di Casciana (Pisa), con interessanti risultati in ambito di percorsi post chirurgici. Una delle eccellenze italiane è lo staff della professoressa Rosa Grazia Bellomo, docente di Medicina fisica e riabilitativa all’Università di Chieti, che ieri ha evidenziato la risorsa della riabilitazione in acqua termale e del termalismo nelle grandi disabilità, sottolineando che nelle realtà come quella abruzzese si possa raggiungere un’efficace sinergia tra le terapie riabilitative classiche e le proprietà delle acque termali. In tal senso, Giorgio Felzani, specialista in Medicina fisica, riabilitazione e medicina dello sport, ha illustrato le esperienze condotte con importanti risultati nelle sperimentazioni alle Terme di Caramanico e Popoli.
«Una grande occasione di confronto che ha posto le basi tecnico-scientifiche per una nuova visione delle cure riabilitative, che ci pone in linea con molti paesi europei», commenta il sindaco Simone Angelucci. Una sanità più attenta, che guarda al benessere del paziente e a un approccio multidisciplinare e alle possibilità offerte da un contesto di cura meno intensivo e più confortevole della degenza ospedaliera, con la possibilità di ridurre spesa sanitaria e attese».
Walter Teti
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