Acqua, un’emergenza senza fine Parte la protesta delle bollette

1 Novembre 2021

Di Corcia (Consumatori): «Cittadini esasperati. Va garantito il servizio la mattina, a pranzo e a cena» Brandelli (Aca): «La disponibilità è scesa del 30% e la pressione è stata ridotta. Serve l’autoclave» 

PESCARA. Sembra un’emergenza senza fine, quella dell’acqua, perché «ce n’è poca rispetto al passato, un terzo in meno, e non si può mandare nelle reti a pressioni elevate». E quindi le chiusure notturne dei serbatoi proseguono, da parte dell’Azienda consortile acquedottistica, anche se i comuni interessati sono meno rispetto ai mesi scorsi, per cui c’è «un miglioramento sensibile». In 14 centri l’acqua continuerà a mancare, dalla sera (tra le 21 e le 22) fino alla mattina successiva (alle 6), come prevede il nuovo calendario dell’Aca (da oggi all’8 novembre) che interessa Catignano, Cepagatti, Città Sant’Angelo, Nocciano, Penne, Pescara, Pescosansonesco, Pianella, Pietranico, Rosciano, Scafa, Spoltore, Tocco da Casauria, Torre de Passeri, più Francavilla e San Giovanni Teatino. Le riduzioni di acqua, invece, interesseranno Città Sant’Angelo e Pescara, e anche Francavilla.
Giovanna Brandelli, presidente dell’Aca, suggerisce una soluzione che ha già ripetuto più volte, e cioè «l’installazione dell’autoclave, che consente di assicurarsi l’acqua». Un’indicazione che parte da un dato di fatto. «Nel 70% delle segnalazioni che abbiamo ricevuto, gli utenti ci hanno riferito che non avevano l’autoclave (nel restante 30% sono stati rilevati dei guasti). Ora, poi, sono stati annunciati dei sostegni per l’acquisto», come deciso in consiglio comunale, «accessibili per chi non beneficerà di altre forme di aiuto». Il problema, sottolinea, «è che l’acqua è davvero poca, non è mai mancata come in questi anni, e l’Aca la distribuisce secondo quanto prevede il contratto», con una pressione al contatore pari a 0,5 bar, ma non è una pressione sufficiente a far arrivare l’acqua ovunque. Lo sa perfettamente Luigi Di Corcia, della Consulta regionale degli utenti e dei consumatori (Cruc), che riceve molte telefonate di persone «ridotte ai minimi termini per la presenza in casa di anziani, portatori di handicap, bambini che praticano sport. Il problema non riguarda solo le zone dove avvengono le chiusure notturne. Di giorno il disagio c’è ugualmente perché la pressione viene diminuita per ridurre le perdite, che in città sono pari al 55% (e hanno consentito a Pescara di classificarsi al decimo posto in Italia). I cittadini che si rivolgono a noi ci chiedono come possono rivalersi nei confronti dell’Aca, vorrebbero evitare di pagare la bolletta, promuovere delle azioni, perché sono esasperati da questa lunga emergenza. È vero che c’è una carenza ma è vero anche che i cittadini hanno bisogno dell’acqua, non se ne può fare a meno». Proprio per questo Di Corcia punta alla concretezza. Vuole incontrare l’Aca e chiederà di sapere «quando e come saranno realizzati gli interventi sulle reti», che l’Aca sta progettando, «e se è possibile garantire l’acqua nei momenti clou della giornata, aumentando la pressione: mattina, pranzo e cena», per alleviare i disagi.
Di Corcia, annunciando che «sarà valutata la class action sulle bollette - ma speriamo di non doverci arrivare», spiega che le risposte agli Sos degli utenti sono di vario tipo. «Chiediamo l’intervento tecnico dell’Aca e attiviamo le conciliazioni con l’Arera, che in molti casi hanno anche portato alla soluzione del problema quando la mancanza di acqua era causata, ad esempio, dalla rottura di tubature vicine o da perdite occulte».