Acquistano olio e lo pagano con assegni falsi

Tocco: la truffa segnalata ai carabinieri da tre produttori, denuncia del parroco nell’omelia domenicale
TOCCO DA CASAURIA. Almeno tre produttori privati di olio extra vergine di oliva, come già accertato dalle forze dell'ordine, sono caduti nella rete di una organizzazione di truffatori, che dopo aver comprato l’olio extravergine di oliva (si parla di almeno un quintale per ogni trattativa), si fa consegnare la merce pagando il corrispettivo con assegni circolari falsi o, comunque, non negoziabili.
È accaduto nel giro di pochi giorni nella Val Pescara, e i carabinieri della compagnia di Popoli guidati dal capitano Giovanni Savini, e i militari della stazione di Tocco da Casauria al comando del maresciallo maggiore Marcello Santacroce, hanno avviato immediatamente le indagini. Al momento, dopo la raccolta delle denunce e l’escussione di alcuni testimoni, i militari stanno indagando per assicurare i truffatori alla giustizia.
I carabinieri confidano in particolare nei diversi indizi riferiti dai malcapitati produttori, e nelle tracce qua e là lasciate dai malviventi. Sempre i carabinieri raccomandano altresì di diffidare e di fare attenzione ad eventuali avventori non conosciuti, che nel caso di Tocco da Casauria si sono presentati come una normale famiglia, con genitori accompagnati da figli, con modi gentili e accondiscendenti, in modo da non destare sospetti e, al contrario, infondere fiducia.
La notizia per fortuna si è diffusa rapidamente in paese e a contribuire a questa capillare informazione c'è stata la collaborazione del parroco di Tocco, don Michele Persichitti, il quale, stimolato e reso edotto dai carabinieri, ha inserito la comunicazione e la raccomandazione di stare in allerta domenica scorsa, durante l'omelia della messa. Ciò ha consentito ai produttori di “blindare” subito le loro scorte, conservate nei magazzini e nelle cantine di casa. Per chi è caduto nella rete invece, si tratta di una grave perdita di valore, visto che lo scorso anno, a causa delle tante patologie di cui hanno sofferto gli oliveti, e dei ripetuti attacchi della mosca olearia (Dacus oleae), che in realtà ha fatto strage delle produzioni olivicole non solo in Val Pescara ma in tutto l'Abruzzo, non c'è stata produzione e gli oli stoccati facevano parte della riserve dell'annata precedente, risultata di ottima qualità in grado di prolungare il suo periodo di conservazione.
Insomma ci si è privati di una risorsa insostituibile, si è raschiato il fondo delle scorte, pur di ricavare qualcosa, senza però ottenere tornaconto visto che gli assegni di diverse centinaia di euro non sono stati incassati. L'unica speranza è quella di poter essere risarciti quando i truffatori saranno assicurati alla giustizia.
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