Acquisti in spiaggia Task-force per le multe

Al via i controlli dei vigili urbani: 13 agenti in borghese tra gli ombrelloni I bagnanti a caccia di affari rischiano sanzioni da 100 a settemila euro
PESCARA. Denunce e multe salate, da 100 a 7000 euro. È il rischio che corre chi acquista merce sulle spiagge, in particolar modo capi griffati taroccati, dai venditori ambulanti non autorizzati. Le denunce, per pratica abusiva di attività, saranno invece a carico di chi praticherà massaggi o tatuaggi sotto l’ombrellone. La stretta di Matteo Salvini, con l’emanazione della direttiva del ministero dell’Interno “Spiagge sicure” si rafforzerà anche a Pescara.
I controlli anticontraffazione da parte della polizia municipale che ci sono sempre stati, proseguiranno dunque, sulla base dell’articolo 474 del codice penale. In questi giorni sono andati avanti i sequestri del commercio abusivo da parte della polizia municipale che sul territorio ha controllato e sanzionato 16 persone per violazione della normativa sulla tutela dei marchi e della direttiva regionale sulle violazioni connesse alla commercializzazione di articoli non conformi alle direttive comunitarie. Ma presto i controlli saranno ancora più serrati sulla base delle ultime disposizioni governative.
Nei prossimi giorni saranno avviate le ispezioni con 13 agenti in borghese che pattuglieranno il litorale. I controlli, a cura del gruppo Giona (Gruppo di intervento operativo nucleo antidegrado della Polizia Municipale) voluto dall’assessore Gianni Teodoro, coordinato dal comandante della polizia municipale Carlo Maggitti e guidato da Danilo Palestini, sono mirati a sanzionare sia l’utenza che decide di acquistare la merce, sia gli ambulanti abusivi che smerciano, quindi, prodotti non autorizzati. Al momento sono otto le autorizzazioni rilasciate dal Comune: quattro riguardano i prodotti alimentari e altrettante sono riservate a merce di varia natura, bigiotteria, occhiali e abbigliamento. Ciò vuol dire che sulle spiagge potranno continuare la vendita solo coloro che hanno risposto al bando comunale e che hanno ottenuto le licenze. Ma l’utente come può riconoscere i venditori legali?
L’assessore alla Polizia municipale Teodoro lancia l’ appello ai cittadini a tenere gli occhi aperti: «Chiediamo la loro collaborazione per la verifica e il controllo. Se l’ambulante non vende merce contraffatta è regolare e quindi la merce si può acquistare. In caso contrario, l’utente ha facoltà di contattare la polizia municipale al numero 085 37371 e fare la segnalazione». La merce non autorizzata sottoposta a sequestro negli ultimi giorni, si compone di mille costumi, 700 capi di abbigliamento, 800 pezzi di bigiotteria, monili, accessori, centinaia di occhiali, tra cui finti marchi griffati, biancheria , teli di mare e attrezzatura utilizzata per il commercio abusivo. Le sanzioni applicate vanno da 2.582,28 euro a 15.493,68 euro, 5164,56 euro in misura ridotta. Nel frattempo, in spiaggia, i bagnanti già temono di essere colti in fallo. «Settemila euro? Mi dispiace, non rischiamo più», annunciano Fabrizia e Lino Cirone, padre e figlia, e Antonietta Micolitti mentre prendono il sole sulla spiaggia libera tra La Lampara e Hawaii, «peraltro non si vedono più gli ambulanti italiani, per esempio quelli che vendevano le pelli di daino. Nei mercati rionali gli abusivi ristendono la merce sui tappeti dopo che i vigili sono passati». Al lido Hawaii Liana e Mario, pescaresi originari di Foggia, osservano che «negli anni scorsi erano tantissimi, ora si vedono di meno. Non abbiamo mai acquistato dagli ambulanti, ma se non vendono delinquono e il governo dovrebbe risolvere i problemi di questa gente nei rispettivi Paesi». Allo stabilimento Tahiti, Emma Di Giovanni, maestra elementare ai Colli in pensione, fa i cruciverba e analizza: «Sono qui e devono vivere. Se non hanno la possibilità di lavorare, dovremmo imbarcarli, altrimenti li metteremmo in condizioni di delinquere. Tra l’altro fanno campare pure i nostri grossisti da cui acquistano la merce».
I fischietti e gli strilli degli ambulanti vietati dalle normative regionali? «A me non danno fastidio. Ma certo, con queste multe che si annunciano salate, ora prima di comprare, mi guarderò intorno» scherza la signora accompagnata dal marito Oraldo.
Alla Capponcina una famigliola di Spoltore inorridisce alla novità: «Noi abbiamo sempre aiutato Mustafà, un senegalese che spesso invitiamo a pranzo e a cui facciamo doni, biciclette e giocattoli da riportare ai tanti figli e alle tre mogli in patria». La voglia di aiutare il prossimo c’è, «ma ora abbiamo un po’ paura delle sanzioni».
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