«Addetti sicurezza a rischio violenze durante la movida»

25 Gennaio 2015

PESCARA. Quanto è garantita la sicurezza dei locali? E’ il tema sollevato da un addetto alla sicurezza, Joselito Zaramelli (foto), che vuole «segnalare una criticità nella gestione dei locali di...

PESCARA. Quanto è garantita la sicurezza dei locali? E’ il tema sollevato da un addetto alla sicurezza, Joselito Zaramelli (foto), che vuole «segnalare una criticità nella gestione dei locali di Pescara e dintorni che negli ultimi mesi sta prendendo una brutta piega».

Per far fronte al calo evidente di presenze e incassi degli ultimi anni, spiega, «i gestori degli esercizi hanno scelto di contenere le spese, agendo soprattutto sulla leva della sicurezza dei locali. Il taglio dei costi è stato perseguito sotto due profili: da un lato, riducendo sensibilmente il personale adibito a presidio della sicurezza e, dall'altro, tagliando cospicuamente gli stipendi corrisposti ai buttafuori. Questa scellerata operazione è stata condotta in barba non soltanto alla sicurezza della clientela (maggiormente esposta ai rischi di violenza ricorrente), ma anche alla tutela dei buttafuori, sempre più indifesi di fronte all'impennata di risse ed episodi di violenza che si manifestano nella vita notturna pescarese».

Secondo Zaramelli, «le manifestazioni di aggressività gratuita stanno assumendo dei contorni sempre più preoccupanti: sono molteplici le cronache di queste ultime settimane che raccontano delle frequenti risse nelle vie di Pescara Vecchia, dell'aggressione al parcheggio di Porto Allegro, del "knock-out game" perpetrato da gang giovanili ai danni di vittime innocenti e ignare di quanto stava accadendo. Il rischio drammatico che si sta correndo è che, nell'eventualità di un'ulteriore escalation di violenza, qualche proprietario di locali notturni sarà presto chiamato a rispondere di persona di omissioni e responsabilità nella sicurezza della clientela e dei propri collaboratori».