Addio a Camplone, il creativo della moda

Muore a 66 anni l’imprenditore Gianfranco, tra gli ideatori della discoteca La Fabbrica di Porta Nuova
PESCARA. Era un creativo, lavorava nel mondo della moda, viaggiava in tutto il mondo ma poi tornava sempre nella sua Pescara che amava infinitamente. Gianfranco Camplone è morto alle prime luci del mattino di lunedì, a 66 anni. Si stava preparando a una nuova giornata di appuntamenti, ma un malore improvviso lo ha strappato alla vita in pochi attimi. Lascia la moglie Flavia; i figli Alessandro, chef di 23 anni e Claudia, 26, laureata in Agraria; la sorella Erminia, il nipote Andrea, il cognato Ivano, i cugini, tra cui Fabrizio Camplone, titolare di Caprice. Il padre Nicola (fratello di Tullio Camplone, fondatore delle pasticcerie in centro) ha compiuto 95 anni nel giorno della morte del figlio, lunedì scorso. La madre Nadina, imprenditrice conosciuta in città, è scomparsa tre anni fa.
La cerimonia funebre, officiata da don Giorgio Campilii, si è svolta ieri pomeriggio nella chiesa dello Spirito Santo. Nella stessa parrocchia, il 17 marzo alle ore 10, si terrà una messa in ricordo dell'imprenditore pescarese che produceva accessori in pelle per marchi importanti come Dolce & Gabbana, Alexander McQueen, Balmain. Titolare dell'azienda Gieffe servizi a Pescara, era stato tra gli ideatori, con Valerio Di Vincenzo, della discoteca La Fabbrica (ex Gaslini) di Porta Nuova negli anni '90. Lo rivela l'amica e collega Tiziana Patricelli che con Camplone, che ha scelto di non seguire le orme di famiglia avviando una carriera a Milano creando bigiotteria, ha condiviso un percorso professionale durato a lungo: «Gianfranco era un uomo che amava la vita, aveva mille passioni, la famiglia, il lavoro, gli amici, la musica, il cinema, i viaggi, Brasile, India, Thailandia, Argentina, Messico, Ecuador, Perù, Europa, Stati Uniti, ma poi tornava sempre a Pescara, il suo punto di riferimento dove vivere a dimensione umana, dove stare con le persone che amava e andare in canoa in quel mare che adorava». L’insegnamento che ha lasciato? «Era sempre sorridente, sempre positivo, avrebbe voluto vivere 200 anni, vedeva sempre il futuro anche nei momenti di difficoltà». La salma riposa nel cimitero dei Colli.

