Addio a Carlo Santuccione, medico e amministratore

5 Marzo 2017

È morto ieri a 69 anni l’ex assessore e consigliere comunale di Cepagatti Il sindaco: era rigoroso e diretto. Camera ardente in municipio. Oggi i funerali

CEPAGATTI. Aveva 69 anni e alcune grandi passioni: la politica, il suo lavoro di medico di base, lo sport, in particolare il ciclismo. Era una persona schietta, diretta, sempre coerente con le sue idee. Così viene descritto Carlo Santuccione, morto nel primo pomeriggio di ieri in ospedale, a Pescara. Per lui, ex amministratore comunale, è stata allestita ieri pomeriggio la camera ardente nella sala consiliare del Comune, per volontà del sindaco, Sirena Rapattoni. Oggi i funerali, con partenza alle 15 dal municipio per la chiesa parrocchiale.

A Palazzo di città Santuccione ha trascorso molti anni, dal 1998 fino a due anni fa, ed è stato sia assessore sia consigliere. Nel 2013 ha puntato alla poltrona di sindaco con la lista Insieme per Cepagatti, volendo succedere a Francesco Cola, suo cognato, ma è stato sconfitto dalla Rapattoni. Poi, a marzo del 2015, ha lasciato, a causa della malattia. È il sindaco a ricordarlo, parlandone come di una «persona rigorosa, intellettualmente onesta, diretta, con cui dialogare e confrontarsi al di là delle collocazioni politiche. Lui diceva le cose come stavano. E tra noi c’era una stima reciproca, ci conoscevamo da tanto tempo», aggiunge il sindaco. I pazienti seguiti da Santuccione nella “galassia medica” di Cepagatti ne parlano come di un professionista «attento e generoso» e la sua morte «è un paradosso della vita», commenta Angelo Faieta, anche lui ex amministratore comunale. «Carlo ha salvato tante vite», osserva, «ma non è riuscito a salvare la sua». Faieta racconta di «un grande medico, che a Cepagatti ha fatto del bene a tante persone. A livello amministrativo», prosegue, «si è speso tanto per lo sport» ed è sufficiente pensare al «completamento del palazzetto dello sport. Era un grande lavoratore ma anche un grande appassionato di politica e sport. Ricordo ancora le riunioni di pre-consiglio, nella sezione del partito». Con la sua morte «l’area di centrodestra perde una persona importante, un rappresentante che ha fatto tanto ed è sempre stato coerente con le sue idee. Sono dispiaciuto che non sia riuscito a fare il sindaco: meritava di diventarlo».

All’inizio degli anni 2000 Santuccione, che era anche medico sportivo, era stato coinvolto nell’inchiesta “Oil for drug”, sul doping, e nel 2007 era stato radiato dal Coni. Tra i nomi associati al suo quello di Danilo Di Luca, squalificato per le frequentazioni con Santuccione. Ma quelle vicende le aveva «superate», dice Faieta. Santuccione lascia la moglie Ileana, che gestisce un laboratorio di analisi, e i figli Davide, Simone e Sara.

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