Addio a Giansante l’ex sindaco comunista

CITTA’ SANT’ANGELO. È morto ieri a 75 anni, in seguito a una grave patologia cardiaca, l’ex sindaco Vittorio Giansante, storico esponente in ambito locale e provinciale del partito comunista italiano...
CITTA’ SANT’ANGELO. È morto ieri a 75 anni, in seguito a una grave patologia cardiaca, l’ex sindaco Vittorio Giansante, storico esponente in ambito locale e provinciale del partito comunista italiano (Pci) e tra i principali protagonisti negli ultimi decenni della politica di Città Sant’Angelo. La stima e il rispetto di cui godeva Giansante da parte dei cittadini e degli altri amministratori che si sono succeduti alla guida della città, non furono intaccati nemmeno dalla maxi inchiesta giudiziaria che nei primi anni ’90 travolse i vertici del Comune angolano e che vide poi tutti assolti con formula piena.
L’amministrazione, allora con il sindaco Rocco Giacintucci a capo, fu spazzata via da un’ondata di arresti che coinvolse anche Vittorio Giansante, nell’esecutivo come vice sindaco. L’indagine era scattata per presunte gravi irregolarità nei procedimenti autorizzatori e di realizzazione dei centri commerciali. Tutti gli amministratori angolani finiti alla gogna per l’arresto e la detenzione ne uscirono poi innocenti e senza colpe, perché la magistratura dovette riconoscere che i fatti a loro contestati non sussistevano. Nel frattempo, però, seppur nemmeno sfiorati da sentenze di condanna, il ciclone Tangentopoli si era abbattuto su quelle vite e su quella classe dirigente, che mai più sarebbe tornata sulla scena politica. «Vittorio ne risentì molto, persona per bene, di grande rigore morale. Quella infelice vicenda giudiziaria fu per lui, ingiustamente accusato, un’esperienza devastante. Anche i problemi di salute iniziarono nel periodo dell’inchiesta», ricorda l’ex sindaco di Spoltore Donato Renzetti, suo amico e compagno di partito.
Sulla stessa lunghezza d’onda l'ex sindaco di Città Sant’Angelo Graziano Gabriele: «Un uomo serio, onesto, era uno della vecchia guardia del Pci, quando in politica contavano innanzitutto i valori, doti che gli venivano riconosciute anche dagli avversari».
«Vittorio è stato uno dei precursori del compromesso storico a Città Sant’Angelo», ricorda il sindaco Gabriele Florindi, «credeva nel centrosinistra quando sembrava impossibile mettere insieme Pd e Dc. Una persona di ineccepibili doti morali, per me un amico, anche dagli avversari c’era massimo rispetto e voglia di confronto, mentre oggi prevale la cattiveria». Giansante è morto in ospedale, a Pescara. Lascia la moglie Agnese e i figli Marco, ingegnere negli Stati Uniti, e Carlo, ricercatore universitario. I funerali mercoledì alle 15,30, nella chiesa di San Francesco a Città Sant'Angelo, ma potrebbero slittare di un giorno se il figlio Marco non dovesse far in tempo a rientrare dall’America.
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