Addio a Luigi Mosca il primario gentile che amava i pazienti

19 Settembre 2019

Il medico fondò il reparto di Pneumologia dell’ospedale Oggi alle 12 la cerimonia laica nella cappella di Sant’Anna  

PESCARA. Lui, da medico, la malattia l’ha guardata in faccia fino all’ultimo istante. Luigi Mosca, pescarese, 67 anni, fondatore, nel 2014, del reparto di Pneumologia dell’ospedale di Pescara, è morto ieri mattina alle 7 nell’hospice “Le Bouganville” dove era ricoverato da circa una settimana a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute.
Il “primario gentile”, come veniva appellato da chi lo conosceva da sempre, lascia il figlio Giulio, 33 anni e la moglie Isabella che in lacrime sussurra: «Mio marito, fino alla fine, ha pensato a far del bene agli altri». Luigi Mosca, Gigi per tutti, sarà sepolto nella cappella di famiglia a Loreto Aprutino, la terra dei suoi genitori, Giulio ed Edvige. Non ci saranno funerali pubblici. Chi vorrà salutarlo, può farlo oggi alle 12 durante una cerimonia di «commiato laico», come fa sapere la famiglia, nella cappelletta di Sant’Anna, di fronte all’hospice di via Paolini.
Meno di un anno fa, i primi segnali della patologia che lo ha aggredito lasciandogli poco tempo per portare a compimento i mille progetti che aveva in testa.
Ma ha continuato a lavorare con la passione di sempre nell’unità operativa complessa di Pneumologia e Fisiopatologia respiratoria che dirigeva da anni e dove aveva voluto realizzare, con il piglio deciso che lo contraddistingueva, un centro per la cura delle patologie del sonno e uno sportello antifumo.
Il ricordo commosso del direttore generale della Asl di Pescara, Armando Mancini, legato da parentela con il primario: «È stato lui a creare un reparto che prima non esisteva in questo ospedale, è suo il merito di una Pneumologia con metodiche all’avanguardia conosciute anche fuori Abruzzo. Era un grande sportivo e amante della vita». Ieri, all’obitorio, il via vai di amici e parenti costernati e increduli. Tra essi, l’amatissima cugina, il notaio Erminia Amicarelli, che ricorda le sue grandi passioni sportive «sci, rafting, alpinismo, pesca, cosa non faceva Gigi, siamo cresciuti insieme, era un uomo che non si fermava mai».
E le tante battaglie antismog condotte dal dottor Mosca. Nell’ultima intervista rilasciata al Centro, il 4 marzo scorso, lanciava l’allarme sull’aumento delle patologie respiratorie. Preoccupato, riferiva: «L’inquinamento atmosferico gioca un importante ruolo come fattore di rischio e come causa di morte, 150 decessi l’anno nella Asl pescarese». E alla Regione «che taglia continuamente i fondi» si lamentava, «voglio dire che occorre investire nell’aumento del personale per ridurre i tempi di attesa che da noi superano anche un anno e servono altri posti letto», così si conclude il suo testamento morale e professionale. Il cordoglio dell’associazione Fiab Pescara Bici: «Ricercatore e ambientalista, diceva che l’amministratore deve pensare al bene comune». L’avvocato Carla Tiboni: «Luigi Mosca c'era sempre quando lo cercavi al telefono o andavi in ospedale e bussavi in reparto, o a domicilio, perché c'era l'urgenza del suo intervento. Il tempo lo trovava sempre, per tutti».