Addio a Mammarella il prete intellettuale consultato dai sindaci

30 Ottobre 2020

Ex parroco della chiesa Regina della Pace, aveva 72 anni Viveva nel Padovano. Il 3 novembre la messa in suffragio

PESCARA. «Ammirazione». Ecco cosa si provava sentendo parlare don Marcello Mammarella, morto ieri mattina a Este, in provincia di Padova, a 72 anni. Era pescarese, si era formato al collegio Capranica di Roma e qui in città, dopo essere stato nominato in cattedrale dall'arcivescovo Antonio Iannucci, è stato parroco prima alla Santa Famiglia e poi alla Regina della Pace, dove è rimasto fino alla fine del 2006, per 16 anni. Da sacerdote ha prestato vari servizi, come ricordano in un comunicato proprio dalla diocesi di Padova: è stato docente di patrologia ed ecumenismo all’Istituto superiore di Scienze Religiose Toniolo di Pescara, di cui è diventato preside, e al Pontificio seminario regionale di Chieti, oltre a partecipare a convegni nazionali.
Curò una rubrica sul Centro, "Il Vangelo della domenica", un appuntamento fisso con i lettori molto seguito e apprezzato, e si mostrò perfettamente tagliato per questa iniziativa. Più di recente, poi, curava il suo dialogo con i fedeli anche attraverso Facebook, dove ha illustrato e commentato il Vangelo fino a due giorni fa. A Padova, tra le sue collaborazioni ci sono state quelle con il Centro universitario, con l’Ufficio di Pastorale dell’Ecumenismo e del Dialogo interreligioso e l'insegnamento all'Istituto superiore di Scienze religiose. Nel 2017 era stato nominato penitenziere al santuario delle Grazie di Este.
«Era intelligentissimo e bravissimo», dice di lui don Antonio D'Antonio, attuale parroco della Regina della Pace, che parla del periodo in cui «i sindaci si rivolgevano a don Marcello, trattandolo come un consigliere. Era prettamente un sacerdote mistico, molto preparato teologicamente, e aveva una particolare tendenza per la chiesa ortodossa», prosegue don Antonio parlandone come di «un intellettuale, una persona molto brillante specie quando trovava qualcuno che ne coglieva a pieno la portata, essendo indubbiamente a un livello alto». E sicuramente sono stati un riconoscimento della sua preparazione le «settimane di preghiera per l'unità dei cristiani che venivano organizzate ai tempi di Iannucci: con lui la chiesa era zeppa, era bravissimo nell’organizzazione.
E poi, quando è stato preside del Toniolo, la struttura ha visto l'apice degli iscritti», aggiunge sempre don Antonio mettendo in risalto l'ottima considerazione per don Marcello, morto nella sua abitazione. Pescara non lo ha dimenticato e proprio per questo martedì, 3 novembre, alle 18.30, sarà celebrata una messa in suffragio nella chiesa di via Raffaello.
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