Addio a Marchese decano degli avvocati «Esempio per tanti»

Aveva 89 anni, oggi i funerali nella cattedrale di San Cetteo Il presidente dell’Ordine: profonda preparazione giuridica
PESCARA. Una persona garbata, elegante, preparatissima dal punto di vista professionale, un punto di riferimento per i giovani avvocati, tanti dei quali formatisi nel suo studio di via Trieste. Questo era per i suoi colleghi del Foro di Pescara, Cetteo Marchese, scomparso due giorni fa all’età di 89 anni. Marchese lascia la moglie Anna, le due figlie Laura, avvocato come lui, e Silvia, commercialista, e l’adorato nipote Federico, anche lui avvocato. I funerali si terranno oggi pomeriggio, alle 15.30, nella cattedrale di San Cetteo.
A ricordarlo con profondo affetto, il presidente dell’ordine degli avvocati Giovanni Di Bartolomeo. «È una grande perdita per tutti. Marchese aveva una profonda preparazione giuridica, culturale e umanistica. Era un avvocato con la A maiuscola. Era rispettato e considerato. La classe forense riponeva fiducia nella sua capacità e autonomia di giudizio. E poi aveva dei modi impeccabili. Da un po’ non si vedeva in tribunale, ma continuava ad esercitare». Marchese si era occupato anche di mediazione.
Per l’avvocato Lucio Stenio De Benedictis, presidente dell’Ordine degli avvocati dal 1997 al 2011, «il foro di Pescara perde una figura importante. «Era apprezzato da tutti, aveva la grande capacità di farsi volere bene, non aveva contrasti con nessuno. È stato un avvocato», sottolinea, «che non si è dedicato solo alla classica attività giudiziale. Era un vero esperto in materia di appalti e imprese. Il tribunale ormai non lo frequentava più, ma io ogni tanto lo incontravo in centro, mentre andava nel suo studio di via Trieste, e ci fermavamo a parlare. All’inizio dello scorso anno, l’ho visto sulla sua 500. Una persona straordinaria».
Con profondo affetto, lo ricorda l’avvocato Federica Liberatore. «Dopo la morte di mio padre, ho fatto pratica da lui e da quel momento mi ha sempre aiutato. Negli anni è stata una presenza costante della mia formazione, era sempre prodigo di consigli. Era pronto a sciogliermi nodi e a semplificarmi la vita, raccomandandomi come studiare le controversie. E poi era un vero signore. Un uomo d’altri tempi. In studio trattava me e le altre colleghe come se fossimo sue figlie. Era uno spettacolo di persona, di una dolcezza infinita. Sempre allegro, aveva sempre una parola buona per tutti e poi era di una educazione unica. Lasciava, insomma, il segno».
Per l’avvocato Ernesto Torino Rodriguez, «Marchese era la rappresentazione dell’avvocato nel significato più autentico della figura. Garbato, competente, disponibile, ma autorevole allo stesso tempo. Ha saputo fungere», sottolinea, «da riferimento per i più giovani e lascia un vuoto non facile da colmare».
Decine i messaggi di cordoglio alla famiglia sui social, dove la notizia della sua scomparsa si è subito diffusa da parte dei colleghi pescaresi e non solo.
«È stato un maestro di professione e di vita», scrive l’avvocato Giuseppe Amicarelli. «Un grande dispiacere per la scomparsa di un grandissimo avvocato», dice l’avvocato Federica Angiolelli.
Ed ancora Antonellina Del Peschio Liberatore, «di te», dice rivolgendosi a Marchese, «conservo un ricordo unico e speciale, come uomo gioioso, simpatico e profondo».
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