Addio a Marsilii, genio delle chiavi
Aveva fornito porte e serrature innovative a quasi tutte le carceri italiane
PESCARA. Addio a Egeo Marsilii, storico imprenditore nel settore della sicurezza, la chi azienda, la “Marsilii Ricerche Italia”, è nota per aver prodotto serrature e serramenti e acciaio di buona parte delle carcere italiane. Marsilii, che avrebbe compiuto tra pochi giorni 83 anni, è venuto a mancare ieri mattina nell’ospedale di Chieti. I funerali si svolgono domani alla 11 nella chiesa di Santa Caterina, a Pescara, dove l’imprenditore risiedeva in viale Pepe.
Marsilli lascia la moglie Maria Di Girolamo, otto figli, ventuno nipoti e cinque pronipoti. Nato a il 21 novembre del 1936 a San Benedetto dei Marsi, si è trasferito in riva all’Adriatico con la famiglia quando aveva appena due anni. Ha iniziato a lavorare come fabbro col padre, anch’egli fabbro: è nato come artista del ferro, per poi diventare artigiano e quindi imprenditore, intuendo le potenzialità del settore dei sistemi di sicurezza dei penitenziari.
Cominciò con le prime commissioni per il carcere di Pescara, per poi iniziare a girare l’Italia: all’epoca, a metà degli anni ’60, non esisteva nel Paese una fabbrica specifica per quel tipo serrature, e la scelta per questi acquisti era affidata ai singoli direttori. L’attività di Marsilii si intensificò col tempo, e oltre alle serrature iniziò a lavorare regolarmente anche per porte, inferriate e arredi delle celle. Col tempo ha dato vita a un’azienda che è arrivata a contare, nel massimo dello sviluppo, fino a un centinaio di dipendenti, che ha sempre puntato molto anche sull’innovazione tecnologica con sistemi automatizzati.
Gli amici descrivono Egeo Marsilli come un uomo di sensibilità, saggezza e principi umani. Nel 2005 aveva pubblicato il libro “Un mondo scomparso”, e sta per uscire una sua seconda pubblicazione, “Carceri e delinquenti”.
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