Addio a Nicola Prosperi storico prof di chimica

12 Dicembre 2015

Il docente delle sezioni E e F è morto a 86 anni, una carriera lunga 44 anni I funerali verranno celebrati stamattina alle 10 nella chiesa dello Spirito Santo

PESCARA. Ha visto crescere generazioni di ragazzi che nei suoi 24 anni di insegnamento al liceo classico D’Annunzio (44 anni di carriera in tutto) si sono susseguiti nelle sezioni E e F. Il professore di Chimica e Scienze Nicola Prosperi è morto ieri all’età di 86 anni e di lui resta il grande amore che ha sempre nutrito per il Liceo anche dopo che è andato in pensione, nel 1994.

«Prima di insegnare lì dal 1970», racconta commossa la moglie Gabriella Spinosi, anche lei insegnante in pensione di italiano e latino allo Scientifico, «ha frequentato al liceo di via Venezia sia le medie che il ginnasio, per lui era il mondo». E da quel mondo il professor Prosperi ha visto crescere e cambiare, attraverso le sue migliaia di alunni, le facce e le professionalità della città. «Negli ultimi tempi, quando andavamo all’ospedale per i suoi problemi, tra i medici era un continuo salutare i suoi ex alunni», ricorda la moglie, «e sempre con lo stesso affetto».

Pescarese «di via Palermo», come sottolinea la signora per ricordare l’attaccamento di suo marito alla zona dov’era nato e cresciuto, peraltro proprio alle spalle del D’Annunzio di via Venezia, Nicola Prosperi aveva la passione per i fiori, che sapeva organizzare in splendide composizioni, e per i dolci: «Sapeva fare la torta mimosa anche per 50 persone», ricorda ancora la consorte, «era una passione che aveva acquisito durante la guerra quando, intorno ai 12 anni, rimase bloccato al di là del fronte in un paesino del Molise, dove rimase lontano dalla sua famiglia per un annetto. Questi parenti avevano una pasticceria e anche Nicola si dovette dar da fare imparando a fare dolci di tutti i tipi».

Una passione che ricorda anche l’ex preside del liceo Classico, Claudio Palma: «Era sempre quello che preparava dolci e composizioni per ogni manifestazione della scuola e per le feste di pensionamenti, anche dopo che era andato via. Ma a parte questo»,va avanti il preside Palma, «è stata una persona che ha amato profondamente il liceo, per lui era una seconda casa, il posto dove si trovava più a suo agio. Anche dopo che è andato via, ogni volta che lo incontravo, e l’ultima è stata mesi fa, parlava della “nostra” scuola, del “mio” liceo. E proprio per questo suo attaccamento è stato sempre disponibile, uno di quei professori della vecchia generazione che amava la scuola, i ragazzi e le materie che insegnavano. Una persona perbene». Oggi alle 10, allo Spirito Santo, i suoi funerali. Il professore oltre alla moglie lascia i figli Marina e Marco e i nipotini Leo e Dani. (s.d.l.)

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