Addio a Pagliaricci, lanciò Lo Stivalino ritrovo dei pescaresi

30 Luglio 2022

Era un cameriere, poi nel 1977 rilevò la pizzeria di via Trento Serviva birra in bicchieri a forma di stivale e sfornava supplì

PESCARA. Il bicchiere a forma di stivale per bere la birra, i supplì di riso e le crocchette di patate, e poi il gulash. Impossibile, per un pescarese di mezza età, non ricordare Lo Stivalino, pizzeria storica di Pescara, il cui proprietario, Ennio Pagliaricci, è morto ieri mattina a 78 anni. Aveva raggiunto il suo sogno nel 1977, quando aveva rilevato l’attività. Pagliaricci, sposato con Elena, lavorava lì, in via Trento, dagli anni sessanta, come cameriere. E poi, dopo un lungo periodo di sacrifici, aveva comprato Lo Stivalino, come ricorda uno dei tre figli, Roberto (gli altri sono Manuela e Lorenzo). Fino al 1995 la sede è rimasta in via Trento, punto di riferimento per tantissimi pescaresi ma anche per chi arrivava da fuori, magari proprio per gustare uno dei piatti che hanno reso famoso il locale. Poi, dal 1995 fino al 2010, l’attività si è spostata in via Teramo.
Non era un posto qualunque. «È stata una delle prime pizzerie di Pescara e provincia», ricorda Roberto Pagliaricci che ha lavorato a fianco del padre «insieme tutta la famiglia». Chi varcava la porta del locale sapeva che la birra alla spina gli sarebbe stata servita in un bicchiere particolare, a forma di stivale, che era «la sua caratteristica». E poi «i supplì di riso e le crocchette di patate», prosegue. Dino Lucente (Casartigiani) ne parla come di «una persona splendida con il sorriso sulle labbra anche quando aveva dei problemi. L’Antico Stivalino, di cui era dipendente, aveva gli sportelli mobili, come in un saloon, e lì si andava a mangiare la famosa trippa, o la stupenda pizza, i supplì. E come non citare lo stivalino di vetro di varie grandezze: bisognava bere con attenzione perché si rischiava uno schizzo improvviso. Sentiamo molto la mancanza, in famiglia». Per il consigliere regionale Guerino Testa il locale era «uno dei punti di ritrovo, con la Bresciana, Thomas, Il Nastro azzurro, quando piazza Salotto era il baricentro del divertimento. Si passava da lì per la bruschetta, la pizza e la birra. Era uno dei posti della Pescara bella di quegli anni, un posto sano, modaiolo sì ma aperto a tutti». Resta l’insegnamento che ha lasciato questo «uomo buono e apprezzato da tutti: ad essere onesti, umili, rispettosi. E a sorridere», conclude il figlio. Oggi alle 16.30 i funerali, nella chiesa dello Spirito Santo.