Addio a Ranni, giornalista coraggiosa

Stroncata da un malore nella sua casa a Milano. Aveva sconfitto un tumore, incontrava i malati oncologici e dava loro forza
PESCARA. Aveva vinto la sua sfida più grande, la battaglia contro il tumore. E raggiunto traguardi ambiziosi, a livello professionale. Portando ovunque sorrisi, grazia e amore per la vita.
Sembra assurdo che Loredana Ranni, non ci sia più. La giornalista 56enne pescarese, che da anni viveva e lavorava a Milano, è stata trovata morta ieri mattina in casa, stroncata da un malore improvviso. Non ha avuto tempo né modo di chiedere aiuto.
Il suo esordio, in campo giornalistico, avvenne in Abruzzo con La Nuova Gazzetta e Tvq. Poi approdò in Rcs, dove lavorava con le riviste Io Donna e Imagine del Corriere della sera, come racconta l'amica e collega Silvana Ferrante: «Era felicissima del nuovo incarico con la rivista Imagine, dove aveva assunto il ruolo di capo redattore centrale. Poco tempo fa, mi aveva raccontato di un suo incontro con Urbano Cairo e proprio la settimana scorsa era stata a Cannes per lavoro».
Loredana si era trasferita a Milano proprio per poter scrivere di moda: «Aveva vinto un concorso e da lì aveva preso il via la sua carriera, tra giornali, riviste, televisioni e uffici stampa. Una carriera brillante, di cui Loredana era orgogliosa. E che la malattia, scoperta a 31 anni, non aveva intaccato. Anzi, aveva una grande autoironia, riuscendo a sdrammatizzare sulla parziale perdita della voce dopo un intervento chirurgico. E poi si era dedicata al sociale», trasformando la sua terribile esperienza personale in una spinta per «aiutare gli altri. Era sostenitrice dell'Admo, l'Associazione dei donatori di midollo osseo, si muoveva tra gli ospedali per incontrare e incoraggiare i malati oncologici. Qualche anno fa aveva scritto un libro, intitolato "Io, viva di tumore", per raccontare la sua esperienza».
Si è pensato subito al tumore, quando si è saputo della sua morte, ma Loredana stava bene. Non c’erano state avvisaglie. Nulla che potesse far temere il peggio. Nella notte tra domenica e lunedì, la giornalista si è sentita male e ieri mattina presto ha inviato una mail alla redazione del giornale spiegando di non poter andare al lavoro, perché si sentiva poco bene. Probabilmente quello è stato il suo ultimo contatto con colleghi e amici. Su whatsapp l'ultimo accesso risale alle 6.23, poi più nulla. A trovarla, sul balcone di casa in piazza Cinque Giornate a Milano, è stata la portinaia. Era a terra e non c'era più nulla da fare. «È stato uno shock», dice con voce provata Marco Lussoso, oggi amico, un tempo compagno della “Signora degli anelli”, come veniva chiamata Loredana. «Era una persona sempre positiva, nonostante le non poche insidie che la vita le aveva riservato. Amava i profumi, l'estetica, la cura della persona (in particolare delle unghie) e delle cose. A casa sua regnava l'ordine. È riuscita a realizzarsi professionalmente, una cosa che la faceva sentire viva. Ho mille ricordi che mi legano a lei e che oggi fanno male. Siamo stati insieme per tanti anni, fatti di tira e molla, di lasciarsi e poi riprendersi. Abbiamo anche pensato di sposarci, senza mai concretizzare».
Loredana, che aveva collaborato anche con il Centro, viene ricordata dall'associazione culturale Ambasciatori della Fame, presieduta da Geremia Mancini, che le aveva conferito l'Arcolaio d'argento per «aver saputo onorare, come poche, la sua terra d’origine, l'Abruzzo». E su Facebook sono in tanti a piangerla e a spendere parole di affetto e di stima per lei, esprimendo dolore per la morte improvvisa. Il padre, lo zio e il cugino hanno raggiunto Milano: i funerali, con ogni probabilità, saranno celebrati a Pescara, nella chiesa di Sant'Andrea, non appena la Procura concederà il nulla osta alla restituzione della salma. Poi la sepoltura a Carunchio, suo paese di origine.

