Addio a Santamicone, re dei ciclisti pennesi

L’ex presidente della Polisportiva è morto a 85 anni. Domani i funerali alla Madonna del Carmine
PENNE. Un uomo enorme, dalle mani grandi, maestro elementare con gli occhi accesi di entusiasmo, che spronava flotte e flotte di ragazzini a salire sulle due ruote e a darci dentro per arrivare alle gare. Li accompagnava con un pulmino 850 Fiat alle gare di domenica. Aveva passione e sapeva riconoscere chi aveva stoffa. È venuto a mancare ieri pomeriggio, all'età di 85 anni, Giovanni Santamicone, per oltre cinquant'anni presidente della Polisportiva pennese. Era da diverso tempo malato.
È stato un apprezzato maestro di scuola elementare e di vita per generazioni e generazioni di pennesi. Da sempre era impegnato nella vita cittadina e nelle dinamiche della comunità pennese. Lascia la moglie Adriana e i figli Margherita ed Alcide. Con la sua morte va via per sempre una parte importante della Penne sportiva. I funerali si terranno domani, alle 10, nella chiesa della Madonna del Carmine.
«È una notizia che ci lascia attoniti e profondamente affranti», ha detto il sindaco di Penne Gilberto Petrucci, «perdiamo un pezzo di storia dello sport pennese». «Grazie a lui», ha ricordato il primo cittadino, «abbiamo avuto una gloriosa squadra di ciclismo giovanile che ha conquistato titoli sportivi importanti. Un uomo buono, genuino che con i suoi modi gioiosi metteva sempre allegria e strappava un sorriso a tutti noi».
«Giovanni», ha proseguito Gilberto Petrucci, «è stato un pilastro anche dell'associazionismo culturale cittadino, scrittore e poeta. Con la sua professione di maestro di scuola elementare ha formato intere generazioni di pennesi. A nome mio personale e dell'amministrazione comunale esprimo sentite condoglianze alla famiglia Santamicone».
La sua Polisportiva pennese ancora oggi è la più antica formazione giovanile abruzzese e una delle più antiche d'Italia (1958) e il ricordo di Giovanni Santamicone rimarrà scolpito in eterno tra le pagine dello sport pennese. Mitiche le corse dei ragazzini lungo le strade di Penne, con tanto di passaggio all'interno del viale San Francesco. «La sua mole poteva quasi spaventare», ricorda un suo amico, «ma poi era una persona di cuore, che avrebbe dato tutto se stesso per aiutare i suoi ragazzi».
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