Addio a Vittorio Blasioli re dei fornai a Manoppello

È morto in ospedale il fondatore dello storico panificio dello Scalo, aveva 81 anni La figlia Manuela: «Era orgoglioso del suo lavoro e preciso». Stamani i funerali
MANOPPELLO. «Il dottore dell’arte bianca». Non poteva esserci definizione migliore per Vittorio Blasioli, 81 anni, di Manoppello, fornaio di lunga data, morto all’ospedale di Pescara, dove era stato ricoverato di recente per problemi di salute. Lo chiamava così una delle figlie, Manuela (l’altra è Ilaria), che dai genitori ha imparato l’arte della panificazione e ancora oggi la porta avanti nel “Panificio pasticceria Antonella” di Manoppello Scalo, insieme al marito Luis. «È stato l’unico fornaio di Manoppello scalo, insieme a mia madre Antonella, e proprio da lei ha preso il nome l’attività», racconta la figlia ripercorrendo la carriera del padre.
Aveva iniziato nel 1973 e ha lavorato per 41 anni. Prima ancora di fare il fornaio «è stato un camionista, si occupava di trasporti eccezionali, ma dopo un brutto incidente stradale fu ricoverato in gravi condizioni perché sette costole avevano raggiunto i polmoni». Decise così di dedicarsi al forno e fu una scelta vincente, che lo ha accompagnato praticamente per una vita, con una passione e un impegno unici. «Gli era sufficiente dare uno sguardo all’impasto per capire», racconta ancora la figlia che ha appreso tutto dal papà. «Si occupava per lo più di panificazione, di sfoglie, di prodotti da forno. La sua specialità era il pane casereccio, teneva molto alla lievitazione e ancora oggi chi passa davanti al locale mi dice di ricordare il profumo del pane che si sentiva qui davanti e anche a un chilometro di distanza».
Era un fornaio vecchio stampo, su questo non ha dubbi Manuela che oltre ad aver appreso molto e a lungo da lui (per subentrare alla fine degli anni ’90) ha puntato anche su altro, dalla pasta all’uovo alla caffetteria, negli stessi spazi. «Era un uomo generoso, affabile e amico di tutti nonostante la sua riservatezza, sempre disponibile ad aiutare chiunque fosse in difficoltà, anche economicamente. Una grande persona, e quelli così non ci sono più», commenta Manuela.
L’occhio di Vittorio sull’attività del forno, di cui era «orgoglioso», non è mai venuto meno. E i suoi consigli erano preziosi per chi gli stava intorno. «Lui era preciso. Senza troppi giri di parole, diceva come andavano fatte le cose, se trovava un elemento che non gli andava a genio. Noi abbiamo mantenuto la tradizione dei miei genitori e vogliamo andare avanti così». Qualcosa si è perso, anche nel rapporto tra i fornai. «Un tempo i titolari delle attività della zona si incontravano, una volta l’anno, e si accordavano sulle modalità di vendita, cioè sul prezzo. Erano tutti grandi amici e forse papà era l’ultimo ancora in vita». Oggi i funerali, alle 11, nella chiesa di San Pancrazio.

